Lorenzo Castelluccio, la star dei Social – “Anche gli haters possono essere utili”

Di Igor Righetti

 

Oltre 100 mila follower da tutto il mondo lo seguono su Instagram con entusiasmo e partecipazione. È uno degli influencer italiani più amati da un target variegato. Lorenzo Castelluccio (@Lorenzo.Castelluccio), classe 2001, romano vulcanico e creativo, appassionato di lifestyle (stili di vita): ai suoi numerosi followers elargisce tramite il suo account consigli su eventi, gastronomia, fitness, accessori e abbigliamento, prodotti di bellezza, hotel e spa senza trascurare importanti messaggi sociali. L’influencer marketing ha rivoluzionato negli ultimi anni, da quando i social hanno cominciato a sostituire i media tradizionali, il modo di interagire dei brand con i loro clienti. L’influencer oggi è diventata una vera e propria professione fatta di storie, post ricercati e accattivanti soprattutto su Instagram. Del resto i Social media sono ormai una realtà sempre più importante.

Come hai cominciato l’avventura di influencer?

A 12 anni postavo selfie divertenti su Facebook e mi ero fatto conoscere in alcuni quartieri della capitale. Poi, col tempo, il mio pubblico si è ampliato. Qualche anno dopo mi sono spostato su Instagram. Sono quindi partito dal nulla e tutto ciò che sto realizzando è frutto soltanto della mia determinazione, creatività e impegno.

Quel è il tuo stile comunicativo con cui interagisci con i tuoi tanti follower?

Sono semplice e ironico. Cerco di rispondere sempre a tutti i miei follower perché per me è un vero piacere: credo nell’importanza della comunicazione e dell’interazione. D’altronde tutto quello che sto costruendo lo devo a loro.

Che cosa ti chiedono?

Consigli di ogni genere, anche personali. Mi chiedono di inviare loro messaggi vocali o video personalizzati. Ho anche organizzato un raduno a Roma con altre web star italiane sollecitato dai nostri followers. È stata un’esperienza bellissima ed emozionante per me e per loro.

Ci sono ancora persone che non capiscono che fare l’influencer sia un vero e proprio lavoro. Che cosa ne pensi?

Come tutte le nuove professioni scaturite grazie al web c’è ancora diffidenza, soprattutto in Italia. Nel nostro Paese le novità hanno bisogno di tempo per essere assimilate e capite. Le aziende, invece, hanno compreso perfettamente che noi possiamo contribuire in modo sostanziale al successo di un brand o di un prodotto nonché a veicolare messaggi sociali importanti soprattutto verso i giovani che ormai da tempo hanno abbandonato i media tradizionali.

Sul web pullulano gli haters, coloro che odiano. Ne hai avuto a che fare?

Ovviamente sì, quelli non mancano mai: sono sempre pronti a criticare qualsiasi cosa, ma anche loro hanno il proprio ruolo: servono per fortificarti e condivido il motto “nel bene o nel male purché se ne parli”. In effetti anche le critiche aiutano ad aumentare l’interesse e la curiosità verso il criticato. Sono poi dell’idea che se sono costruttive aiutino a crescere, altrimenti ci rido sopra.