L’arte della seduzione – L’amore ai tempi del Covid-19

A cura di Elisabetta Fernandez, sociologa, sessuologa, dottore di ricerca in “Teoria e Ricerca sociale” (www.elisabettafernandez.it)

L’aria tiepida ha spalancato le braccia alla primavera, oscurata da qualcosa di terribile e devastante, una pandemia che ha trovato il frenetico mondo moderno impreparato. Una strage non annunciata, un qualcosa che ha cambiato e cambierà per sempre l’esistenza di ognuno. Sarà impossibile dimenticare questa sconvolgente tragedia che ha colpito l’umanità. Il pensiero va alle persone che hanno perduto la vita, svolgendo il proprio lavoro per consentire agli altri di continuare ad andare avanti. I nuovi eroi di una crepuscolare modernità: i medici, gli infermieri e tutti coloro che hanno continuato e continuano a restare in prima linea, sul fronte di una guerra nuova, nonostante il rischio di essere contagiati dal virus implacabile e lottano coraggiosamente contro questo nemico invisibile, ma concreto nella sua malvagità.

Restate a casa è stato l’imperativo categorico per sconfiggere il coronavirus; uscite limitate soltanto a casi di necessità e la propria abitazione è divenuta l’unico spazio vivibile. Dalle finestre si è visto un mondo diverso da quello che siamo stati abituati a vedere. Il silenzio assordante, l’assenza di quel vociare della gente che normalmente cammina in strada, anche i motori delle auto hanno taciuto e si è sentita la mancanza di tutto questo. Nella forzata clausura c’è stata la sofferenza di una distanza sociale debilitante che ha tolto le forze e dato sconforto. Una distanza maggiormente sentita da chi era già solo e ancor più da chi in solitudine non ha avuto la possibilità di usare la strumentazione tecnologica che, in questo periodo, è stata un ausilio indispensabile. Una videochiamata, una chat, un messaggio, hanno aiutato ad andare avanti, ad avere un contatto, a percepire la presenza dell’altro.

Dai balconi non di rado la gente si è affacciata cantando, voci che si sono unite in un coro pieno di speranza, un modo per comunicare e condividere una reclusione che pur se necessaria è stata pesante. Il bisogno di comunicare è sempre forte. In questi giorni, si è fatto spazio il senso di smarrimento di fronte a una sensazione di incomunicabilità. L’essere umano è un “animale sociale”, non può prescindere dalla presenza dell’altro; la sua vita, la sua salute mentale, sono a rischio in situazioni che rendono impossibile la comunicazione.

Se da un lato la tecnologia ci aiuta, sicuramente non può sostituirsi al calore di un abbraccio, alla dolcezza di una carezza. Chi è stato lontano dal partner ha sentito la mancanza della sua corporeità, della sua pelle, del suo profumo, di quella comunicazione amorosa senza parole che un corpo è in grado di fare. Tra coloro che invece hanno avuto l’opportunità di restare insieme, per contrastare l’angoscia, la paura per un futuro incerto, c’è stato chi può aver trovato nella sessualità conforto e slancio vitale. Tenuto conto dell’impossibilità di uscire dalla propria casa, molte coppie hanno avuto modo di recuperare gli spazi dedicati al sentimento, quei momenti che con i ritmi frenetici della quotidianità, spesso, vengono oscurati da qualcosa di altro. Contrastare la forzata reclusione, condividendo emozioni e sentimenti erroneamente repressi o relegati in ambiti angusti, è stato un ottimo antidoto per l’ansia. Non c’è da meravigliarsi che, sui siti online, sia stato in consistente aumento l’acquisto di sex toys, sia per dedicarsi al piacere intimista dell’onanismo, sia per ravvivare il desiderio in una coppia alla ricerca di oggetti più o meno sofisticati finalizzati a giochi erotici: ovuli stimolanti, protesi esteticamente perfette, biancheria che si presume possa essere in grado di accendere o, quantomeno, potenziare la carica erotica. Una ricca strumentazione a disposizione di chi senza indugi esce dal solito frame, in fuga da ansie e timori che prospettano scenari inquietanti. Coppie insospettabili che trasformano la loro camera da letto in un boudoir, dove è possibile allontanarsi da una scomoda quotidianità e vivere nuove sensazioni, in una liceità trasgressiva lontana da implicazioni generate da sensi di colpa. La sessualità è la risposta al senso di caducità, incarna l’istinto di sopravvivenza e si conferma specchio dei tempi, dello stile di vita, nel suo essere gioiosa celebrazione dell’esistenza.

Elisabetta Fernandez