L’arte della seduzione – Eroticamente corpo, meravigliosamente umano

A cura di Elisabetta Fernandez, sociologa, sessuologa, dottore di ricerca in “Teoria e Ricerca sociale” (www.elisabettafernandez.it)

Tutto il corpo, dalla testa fino ai piedi, può produrre sensazioni erotiche; anche se spesso si sottovaluta il potenziale erogeno di molte zone, alle quali non si attribuisce una giusta considerazione ma che, se sollecitate, sono alquanto sensibili. Le gambe forniscono un ottimo esempio, in particolare nella parte posteriore e interna della coscia, fino al ginocchio; non da meno sono i piedi. Il perineo per la medicina cinese rappresenta il centro dell’energia erotica della donna: è in questa zona che si interviene con l’agopuntura per curare i casi di frigidità, è un punto la cui stimolazione è importante per raggiungere un buon livello di eccitazione. Non si può dubitare dell’erogenicità dell’addome e, in particolare, dell’ombelico che richiama la vita prenatale. Il dorso, poi, è una zona la cui eccitabilità è considerevole, poiché rimanda ai tempi in cui gli esseri umani si accoppiavano in posizione dorso-ventrale. Se sfiorare le ascelle procura sensazioni piacevoli, altrettanto si può dire per l’accarezzamento dell’interno del gomito. Sensibile alle stimolazioni è anche la nuca, in ragione delle numerose terminazioni nervose presenti; le orecchie, il cui taglio presso alcune tribù primitive è il corrispettivo della circoncisione, per molti sessuologi rappresentano un invito alla penetrazione e producono sensazioni erotiche.

I piacevoli momenti del discorso amoroso sono sempre suggellati dal bacio, infatti le labbra e tutta la zona orale sono parti erogene, poiché l’area del cervello che riceve le sensazioni dalla bocca è vicina a quella nella quale arrivano i messaggi dalla zona genitale. Tutto questo rincorrersi di zone ad alto potenziale erotico è un altro dei motivi per riflettere su come il corpo sia indispensabile. La tecnologia, però, propone alternative e i cultori del fetish ne sono affascinati, sembrerebbe addirittura che la sexy real dool, ovvero la versione inerte della donna dei sogni di indomiti feticisti, prodotta nel 1996 dalla Abyss creations LLC, cederà definitivamente il passo alla versione ancora più costosa, il sex robot.

In breve tempo la povera bambola di silicone si accingerà a percorrere il viale del tramonto? La concorrenza è forte, gli androidi del sesso sono figli degli studi sull’intelligenza artificiale e procedono a ritmi velocizzati; si prevede che entro il 2050 si avranno più rapporti sessuali con i robot che con altri esseri umani e le donne si muovono verso la parità, anche in questo ambito; anzi si ipotizza che fra loro l’utilizzo del partner artificiale precederà più velocemente che per gli uomini. Robot sempre più sofisticati arrivano sul mercato, attraversati da tanti sensori collegati con il cervello computerizzato, androidi che possono mostrare emozioni e anche insoddisfazione, nel caso si sentissero trascurati e conseguentemente essere in grado di reagire. Alla mente torna la trama di un film che il grande Alberto Sordi diresse e interpretò nel 1980, “Io e Caterina”, in cui un uomo d’affari di mezza età, con inclinazioni maschiliste e deluso dalle donne, decide di acquistare un robot femmina per prendersi cura delle faccende domestiche. Inizialmente, l’androide è sottomessa e obbediente, ma presto si rivelerà gelosa e invadente molto più delle altre donne della vita del protagonista. L’epilogo della vicenda dimostra che non è bene fidarsi troppo dell’apparenza in nessun caso, specialmente di fronte a un qualcosa che sia privo di un’umanità.

La tecnologia, il cui dominio va in misura sempre più consistente estendendosi e intensificandosi aprendo nuovi percorsi e conseguenti possibilità di azione, continua a produrre una serie di cambiamenti, ma il corpo riveste, comunque, un ruolo centrale: è veicolo nel mondo, indispensabile nelle relazioni e in particolare nella sessualità. Quel corpo fatto di carne e sangue che vibra per un’emozione, piange, ride, grida e sussurra nell’atto d’amore, è insostituibile!

Elisabetta Fernandez