Vino e dintorni – Ascoltare il vino

A cura di Giovanni Spinelli*, sommelier professionista, componente dell’Associazione stampa agroalimentare italiana

La genialità, la creatività, l’ingegno, la fantasia di noi italiani sono note nel mondo, ma quando queste caratteristiche sono applicate al mondo del vino e dei social risultano ancora più innovative e attraenti. Numerose ricerche realizzate dai Crossmodal research laboratory di Oxford hanno dimostrato come una frequenza audio o un brano musicale, se ascoltati durante la degustazione di un piatto o di un vino, possano alterare i parametri di valutazione, accentuando la percezione di buono o, al contrario, influire in maniera negativa sulle caratteristiche olfattive/gustative. Wine listening, una start up tutta italiana fondata da due giovani, Gabriele Cedrone e Marco Jacobelli, sommelier il primo e mobile engineer l’altro, legata al colosso Spotify, ha digitalizzato questo metodo realizzando un algoritmo in grado di associare il giusto sound al vino che si sta bevendo.

Durante la fase di utilizzo di questa applicazione, il sistema analizza più di venti parametri derivanti dall’analisi organolettica del vino scelto e interroga una base dati contenente milioni di brani musicali, analizzati e catalogati a loro volta per tonalità, frequenze e genere musicale preferito dando risultati che soddisferanno i nostri gusti personali. Ad accesso effettuato basterà fotografare l’etichetta della bottiglia e accendere i diffusori audio per gustare il vino in una forma completamente nuova. L’obiettivo è quello di stravolgere l’idea di degustazione, rendendola un’esperienza sensoriale unica, che possa rimanere nella mente di chi la vive. Ogni frequenza è stata studiata e ricercata per esaltare le proprietà del vino che in quel momento viene assaporato, creando quella magia che il connubio sound e vino possono realizzare. Tutto ciò consentirà agli utenti che vorranno provarla di creare la playlist musicale perfetta da utilizzare per cene, incontri galanti, eventi legati al mondo del vino o, anche quando si è da soli e magari dopo una giornata faticosa, ci si vuole rilassare deliziandosi con un buon vino e la nostra musica preferita. La musica è uno dei tanti modi alternativi per avvicinarsi al mondo del vino e, a volte, tutto ciò serve anche a capire noi stessi, ciò che ci dà sensazioni, ricordi piacevoli, memoria di profumi sopiti e magari familiari che ci fanno stare bene anche solo per pochi istanti. Si tratta chiaramente di una estremizzazione del concetto di abbinamento del vino con qualcosa di apparentemente opposto come la musica, ma che è applicabile anche ad altre attività del vivere quotidiano. Il vino come “musica da bere”, quindi, e la musica come “vino da ascoltare” hanno creato una nuova figura nel mondo della sommellerie, vale a dire quella del “sound sommelier” in grado di soddisfare le richieste e le curiosità di chi vuole avvicinarsi al mondo del vino con uno dei sensi meno utilizzati allo scopo: l’udito. Ho provato anch’io a farlo con un Vermentino di Gallura ascoltando un brano di Carlos Santana consigliatomi . Esperimento riuscito!

Giovanni Spinelli