L’arte della seduzione – Voglia di terza età

A cura di Elisabetta Fernandez, sociologa, sessuologa, dottore di ricerca in “Teoria e Ricerca sociale” (www.elisabettafernandez.it)

Le over sessanta, o per come alcuni preferiscono definirle le “sessanta plus”, ormai sfilano sulle passerelle di alta moda, si collocano tra le influencer più seguite e quindi elargiscono consigli, propongono o addirittura impongono i loro modelli comportamentali, assurgendo al ruolo di vere icone di stile; ostentano con disinvoltura qualche ruga e non nascondono i loro capelli bianchi, anzi ne fanno un emblema da mostrare con orgoglio. Questo è il trionfo della greynassance, la rinascita grigia, un nuovo modo di intendere e vivere la terza età, che non riguarda soltanto le modelle in passerella, ma tutte le donne che non pensano di vivere l’inizio della fine, ma un’altra tappa importante del loro percorso di vita.

La piena maturità, il bagaglio di esperienze e il desiderio di esserci, sono la forza di questa generazione di rampanti signore che con eleganza vanno incontro agli anni che passano, pensando che l’età sia soltanto una questione anagrafica. La loro è una visione del mondo positiva, che aiuta a non temere il passare dei giorni, e implica l’abbattimento di pregiudizi legati alla vecchiaia; una parola che di fronte a questa nuova realtà, sembra proprio poco adatta, poiché rinvia a superati stereotipi.Tempus fugit, quindi, è bene cogliere l’attimo; in quest’epoca in cui si susseguono ritmi sempre più accelerati e si vive nella frenesia di una quotidianità in cui la velocità, a volte, travolge e stravolge, le 60 plus non arretrano, anzi stanno al passo con i tempi, contrastando l’obsolescenza dell’immagine. Sono donne che curano il loro aspetto, evitando di essere vittime di uno spiccato senso dell’esagerazione, libere da una sorta di inquinamento estetico, ma con un briciolo di vanità che, se giustamente dosata, arricchisce il loro fascino.

In questa effervescenza esistenziale, l’amore trova spazio producendo effetti corroboranti, fa veramente bene al cuore, non soltanto in senso metaforico e, se alcune signore condividono emozioni e sentimenti con i loro compagni di una vita, altre si aprono a nuove avventure, a volte noncuranti della giovane età del loro partner. Con maliziosa ironia, per ridicolizzare la coppia in cui lei è molto più adulta di lui, si parla delle cougar con i loro toy boy, definendo con frequenza questa unione troppo asimmetrica, sbilanciata, fondata su diversità insuperabili; proprio queste diversità, invece, possono essere di arricchimento reciproco, cementando il rapporto.

L’idea di avere un uomo più giovane al proprio fianco, spesso per una donna è anche la conferma del suo fascino, del suo potere seduttivo evergreen e poi non è il caso di stupirsi se l’uomo giovane possa sentirsi rassicurato da una compagna matura, meno suscettibile a una fluidità sentimentale dovuta alla giovinezza.

I più intransigenti censori sono sempre pronti a puntare l’indice e a ipotizzare che la signora âgée e il giovanotto abbiano poca probabilità di restare insieme a lungo, invece dovrebbero soffermarsi a pensare che un ostacolo che si prospetta per questa coppia è proprio l’eventuale non accettazione sociale, il fastidioso imbarazzo che creano gli sguardi di disapprovazione, i sorrisetti demenziali di chi osserva e scruta per capire l’ineffabile meccanismo per cui, nonostante tanta differenza di età, si possa stare felicemente insieme. Tutti coloro che, in modo più o meno manifesto, non condividendo questo tipo di scelta fanno del sarcasmo, pensino a vivere la propria vita, principalmente all’insegna del rispetto delle scelte altrui.

Elisabetta Fernandez