Simone Di Ventura: “Monterotondo non è proprio un’isola felice”

“Il programma dei 100 giorni è stato uno specchietto delle allodole messo in scena per mera azione elettorale. Nel 2019 il costo della Tari in bolletta per i cittadini è aumentato del 7%. La città ha una delle tassazioni fiscali più alte della provincia”. Il consigliere comunale del centro destra e del civismo locale interviene in esclusiva su “Mese per Mese”

Simone Di Ventura

Simone Di Ventura

Per via delle Fornaci sono stati appaltati lavori di somma urgenza ex art. 163 comma 1 D.Lgs. 50/2016 per oltre 350 mila euro per la realizzazione di un primo stralcio di opere che dovrà portare al consolidamento definitivo del versante compreso tra via delle Fornaci e via Serrecchia, nel quale è in atto un pericoloso movimento franoso che ha portato anche alla chiusura parziale della stessa via delle Fornaci da quasi un anno. La ditta è stata individuata con affidamento diretto senza indizione di nessuna gara di appalto che prevedesse la presenza di più operatori economici valutando realmente la miglior offerta che poteva essere formulata. La procedura di affidamento tramite gara pubblica non è stata seguita perché i lavori rivestivano carattere di urgenza e non era possibile indugiare. I lavori, però, cominciati a fine agosto, sono rimasti fermi per diverso tempo e sono ripresi solo poco fa. Si vocifera per dissidi nell’ esecuzione delle opere tra la ditta affidataria e la direzione dei lavori. Allora la domanda sorge spontanea: come fanno a essere stati appaltati lavori per somma urgenza per oltre 350 mila euro senza predisposizione di nessuna gara di appalto a evidenza pubblica per iniziarli il prima possibile e, contemporaneamente, gli stessi lavori sono rimasti sospesi per diverso tempo? Quali sono i motivi? La consegna dell’opera avverrà nei tempi comunicati dal sindaco alla cittadinanza ovvero entro febbraio? Allo scrivente sorgono molti dubbi sul rispetto di tale scadenza. E soprattutto spero che l’intervento sia finalmente risolutivo per la riapertura della strada e la definitiva messa in sicurezza del versante. Temo, però, che in questo caso la fretta sia stata cattiva consigliera, ma spero di sbagliarmi per il bene della nostra comunità.

Per quanto riguarda i lavori di ristrutturazione nelle palazzine di via Tamigi, promessi nel programma dei cento giorni per un costo di 1,880,000.00 euro, sono stati ultimati a settembre e, da subito, gli alloggi hanno presentato non solo le stesse criticità per le quali sono stati necessari i lavori, ma addirittura in alcune situazioni più problemi rispetto all’inizio delle opere di ristrutturazione. La palazzina, infatti, presenta enormi problemi di infiltrazioni, umidità, ristagni di acqua nelle parti comuni e private, pericolosità dei nuovi infissi montati (ringhiere, grate ecc.) per non parlare dei diversi furti avvenuti nelle case degli abitanti durante l’esecuzione dei lavori. Problematiche che rendono questi alloggi ai limiti della vivibilità. Tutte criticità segnalate dai residenti agli organi di competenza, ma a sentirli la loro voce risulta inascoltata da questa amministrazione comunale sempre più lontana dai reali problemi delle persone. Ma questa è una deriva abitudinaria per le amministrazioni di centro sinistra. Stranamente ancora non si è inaugurata la fine dei lavori. Forse la stessa maggioranza riconosce di aver venduto fumo negli occhi dei tanti residenti degli alloggi popolari che in via Tamigi, come in molte altre zone della città tra le quali via Aldo Moro e via Martiri di Via Fani, vivono in condizioni di abitabilità veramente estreme e ai limiti della dignità umana.

L’ennesima conferma che il programma dei 100 giorni è stato uno specchietto delle allodole messo in scena per mera azione elettorale. Nello stesso programma dei 100 giorni si parla molto di interventi sull’edilizia scolastica con centinaia di migliaia di euro investiti nei primi mesi di amministrazione, soldi che ancora si fa difficoltà a vederne traccia. In materia di edilizia scolastica, per esempio, chiedo al sindaco quando voglia intervenire per risolvere i gravissimi problemi di scarsa manutenzione, infiltrazioni, locali e ingressi pericolosi e situazioni di evidente degrado all’interno della scuola Cardinal Piazza del plesso scolastico L. Campanari situata in via Monte Pollino 45?

Questa problematica, come quella inerente il versante di via delle Fornaci e la situazione degli alloggi popolari appena ristrutturati in via Tamigi nonché tante altre criticità che presenta la nostra città, sono state oggetto di interrogazioni formali che come gruppo Monterotondo Bene Comune e Lega abbiamo presentato al sindaco e alla giunta comunale nell’ultimo consiglio del 29 novembre scorso. La maggioranza, con un atto gravissimo di censura e oscurantismo nei confronti della nostra opposizione, ha tolto deliberatamente le stesse interrogazioni già inserite nell’ordine del giorno del consiglio comunale dalla discussione motivando il tutto con un semplice “non siamo riusciti a rispondere”. Preciso che si tratta di questioni alle quali i cittadini aspettano risposte non da alcuni giorni, ma da mesi e in alcuni casi da anni. Oscurando la nostra attività, le nostre iniziative e le nostre domande legittime non nasconderanno i tantissimi ed enormi problemi che presenta questa città, realtà sempre più lontana dall’essere “la città migliore” come nei sogni dell’ex sindaco Mauro Alessandri. Monterotondo è tutto fuorché la città migliore.

In merito alla raccolta differenziata che in campagna elettorale definivo raccolta differenziata “elettorale”, purtroppo ancora oggi ho lo stesso identico pensiero.  In primis sono contento che il sindaco abbia finalmente detto a chiare note che non tutto il territorio comunale era coperto dal servizio (si veda il centro storico) mentre in campagna elettorale si parlava di una fantomatica e inesistente percentuale del 100% di tutto il territorio. Ma veniamo al presente. È stata una raccolta differenziata porta a porta estesa e sviluppata con troppa fretta e in maniera maldestra. Si doveva dare il tempo ai cittadini di recepirla. Inoltre, sono stati compiuti errori di programmazione non indifferenti. Un esempio: la stazione ecologica posizionata a due passi dal duomo, deturpando il paesaggio e una delle quinte urbane più belle della città, è a tutt’oggi ancora inutilizzata. Risultato: una raccolta differenziata inefficiente e troppo costosa. Rispetto al 2018, infatti, nel 2019 il costo della Tari in bolletta per i cittadini è aumentato del 7% e il mio timore è che l’importo della tassa continuerà a crescere senza un ritorno di un servizio degno di essere chiamato tale, nonostante i tanti sforzi degli operatori preposti. Ma in tema di tasse salate il comune di Monterotondo non è secondo a nessuno: vantiamo il titolo di avere una delle tassazioni fiscali più alte della provincia (si vedano i costi della Cosap, della Tari, dell’Imu sulle aree di nuova edificazione come comparti e ambiti, tasse sulla pubblicità ecc.).

Insomma, Monterotondo non è proprio un’isola felice.