La parola all’urologo – L’infertilità maschile, quando i figli non arrivano

A cura di Andrea Militello, urologo e andrologo (www.urologia-andrologia.net - www.andrologiamilitello.it)

L’infertilità, ossia l’impossibilità di raggiungere naturalmente una gravidanza, è un fenomeno sempre più frequente nella coppia.

Un tempo si identificava l’infertilità di una coppia esclusivamente dal lato femminile. Da alcuni anni, invece, è chiaro il concetto che l’infertilità di una coppia può essere determinato anche da fattore maschile e si stima che questo incida per il 30 per cento dell’infertilità di una coppia.

Sono numerosissimi i fattori responsabili di tale evento e non è certo questa la sede per discuterne nel dettaglio. Sicuramente la cattiva alimentazione e l’inquinamento ambientale che ci circonda hanno contribuito in maniera molto incisiva. Ma vi sono anche patologie talvolta subdole e non conosciute dal paziente che non si sottopone alla prevenzione che possono, se presenti e non trattate, incidere in maniera importante sulla sua fertilità. Riportiamo, per esempio, il varicocele non trattato o il testicolo che criptorchide non è disceso nella sacca scrotale o le prostatiti non curate. Queste patologie portano spesso a una netta riduzione della spermatogenesi oppure a una occlusione delle vie seminali che trasportano gli spermatozoi all’esterno.

È quindi importante che il giovane uomo si sottoponga annualmente alla visita andrologica e verifichi il proprio indice di fertilità con uno studio testicolare, anche ecografico, e con l’esecuzione di uno spermiogramma.

Vi sono vari gradi di infertilità maschile, alcuni importanti come le azoospermie secretive o ostruttive, altre meno severe che possono essere sostenute da terapie integrative o farmacologiche.