Salute e benessere degli animali – La sterilizzazione del cane e del gatto: quando, come e perché

Di Valentina Serafino, medico veterinario*

La sterilizzazione è un intervento chirurgico che consiste nell’asportazione delle gonadi maschili o femminili. Il medico veterinario lo effettua di routine, in anestesia generale e completa analgesia ed è diventato una pratica a cui molte famiglie sottopongono il proprio animale domestico.

Per farlo, bisognerà aspettare che il nostro pet avrà raggiunto un accrescimento corporeo adeguato, avrà le sembianze di un giovane adulto. Per una femmina, cane o gatto che sia, ciò avviene sicuramente dopo il primo calore se non anche più tardi, dipendendo dalla razza. Per un cane o un gatto maschio avviene quando, per esempio, notiamo che è interessato alle femmine in calore.

Riguardo al perché si sottopongono a sterilizzazione gli animali da compagnia, ciò avviene al fine di garantire al nostro amico una vita più lunga, sana e serena. Cominciamo col distinguere il paziente di cui stiamo parlando. Se prendiamo in considerazione un gatto maschio, sappiamo che arrivato a un certo punto della sua vita, intorno ai 6 mesi di età, comincia a essere sessualmente attivo e quindi il suo pensiero principale sarà quello di accoppiarsi: inizierà a marcare il territorio per attirare le femmine, tenterà di allontanarsi, diventerà irascibile e irrequieto, se a contatto con conspecifici comincerà lotte furibonde con altri maschi, provocandosi morsi e ferite anche molto gravi, sarà esposto a virus a trasmissione sessuale, virus che a sua volta continuerà a trasmettere a gatte sane con cui si accoppierà, gatte che si ammaleranno e  partoriranno cuccioli malati. La castrazione eviterà tutto questo.

Ai benefici che derivano dall’avere un gatto castrato si contrappongono, a volte, alcuni svantaggi. Si è visto, infatti, che gatti sottoposti a orchiectomia tendono a produrre cristalli nelle urine e possono andare incontro a blocchi urinari. Questo avviene in percentuale maggiore se parliamo di gatti a pelo lungo, già più predisposti a tale patologia. Nel cane maschio il discorso è un po’ diverso, riusciamo a controllare meglio il nostro amico per cui si tende a optare per la castrazione in caso di aggressività verso altri conspecifici, che può dipendere dalla presenza del testosterone, in caso di comportamenti inappropriati come, per esempio, minzioni incontrollate in ambiente domestico o in caso di patologie legate alla sfera sessuale come la prostatite.

Consideriamo invece una femmina di gatto. Di solito la sua famiglia umana porta la micia appena comincia ad andare in calore perché il suo comportamento cambia drasticamente. Diventa insofferente e arriva a miagolare anche la notte, disturbando davvero tanto. Non solo: le gatte vanno in calore in continuazione, i calori tendono a essere sempre più forti e le gatte non sterilizzate vanno incontro a patologie frequenti e importanti, che non permettono loro di vivere serenamente, che si rivelano dolorose e a volte mortali. Parliamo, per esempio, di iperovulazioni, ovaio policistico, endometriti, infezioni dell’utero tra le altre. Per tutto questo è vivamente consigliata la sterilizzazione della gatta. A queste stesse patologie vanno incontro femmine di furetto, cavia e coniglio che vediamo sempre più spesso nella pratica clinica, per cui anche per loro vale lo stesso discorso, solo va tenuto in considerazione un rischio leggermente più elevato legato all’anestesia e al post chirurgico. Se parliamo di una gatta che vive all’esterno allora consideriamo che si ammala frequentemente di malattie a trasmissione sessuale e che nell’arco della sua vita almeno due volte l’anno partorisce gattini che spesso vanno incontro a morti premature e dolorose.

Non vi sono controindicazioni alla sterilizzazione, bisogna però sempre tenere in conto che come qualsiasi intervento chirurgico non è privo di rischio, anche se in un animale sano tale rischio è davvero minimo. Se il nostro pet è una cagnolina, invece, terremo in considerazione altre premesse. La letteratura scientifica recente individua il periodo migliore per la sterilizzazione tra il primo e il terzo calore. Ed è così che si è soliti fare ormai da qualche tempo. In questo modo la cagnolina avrà raggiunto un buon accrescimento corporeo e studi hanno dimostrato che sterilizzando entro il terzo calore si riduce in maniera drastica l’incidenza di patologie future quali neoplasie delle mammelle. Si tende a sterilizzare la propria cagnolina per evitare patologie uterine e ovariche, gravidanze isteriche, pensiamo alla piometra o anche a neoplasie mammarie e gravidanze indesiderate. Un effetto indesiderato, non molto frequente, legato alla sterilizzazione è l’insorgenza di incontinenza urinaria. Nello stabilire se e quando procedere con l’intervento sarà importante considerare la taglia del nostro pet, il suo accrescimento corporeo e il suo comportamento perché la sterilizzazione influisce su molti fattori, sia fisici sia comportamentali. Si è visto che cani sterilizzati antecedentemente al primo calore tendono a essere più ansiosi e iperattivi. Attenzione, la credenza che far fare una gravidanza alla nostra cagnolina per scongiurare eventuali patologie sessuali è del tutto priva di fondamento.

Per quanto riguarda la credenza che cani e gatti castrati aumentino di peso, ciò non avviene mai se il nostro animale viene operato in età di giovane adulto perché non vi è un rallentamento del metabolismo. Anche in caso contrario il veterinario terrà comunque sempre sotto controllo il peso e se questo dovesse aumentare darà delle indicazioni dietetiche specifiche per il caso.

Abbiamo parlato di sterilizzazione chirurgica perché è la più frequente e la più efficace, facendo sì che l’effetto desiderato sia irreversibile.  Vi è però anche una sterilizzazione farmacologica, temporanea e quindi reversibile. Attraverso l’uso di sostanze chimiche si sospende l’attività riproduttiva dell’animale. Ciò può essere utile in particolari momenti e per problematiche molto specifiche come, per esempio, l’aggressività nel cane per verificare che sia effettivamente dovuta a problemi ormonali o magari nel caso in cui il rischio di sottoporre il pet ad anestesia sia troppo elevato. Il vostro veterinario di fiducia saprà consigliarvi al meglio.

Valentina Serafino, medico veterinario

*Valentina Serafino,   direttore sanitario dell’ambulatorio veterinario Pet Care di Monterotondo (Roma) www.ambulatorioveterinariopetcare.it. Pagina Facebook: ambulatorio veterinario monterotondoscalo.