Dettagli romani – Una nave templare ancorata sul Tevere

A cura di Fiamma Passarelli, guida abilitata di Roma e Provincia, direttore tecnico agenzia viaggi e turismo (www.romesdetails.com, www.facebook.com/fiapassar)

I Cavalieri templari da sempre hanno esercitato un fascino plurisecolare su generazioni di lettori e amanti della storia. La tragica fine dell’Ordine – e del suo gran maestro Jacques de Molay bruciato al rogo a Parigi nel 1314 – ha alimentato per secoli storie riguardanti l’ipotesi che alcuni cavalieri si fossero nascosti in Portogallo per sfuggire alle persecuzioni e che si fossero riuniti all’Ordine fratello degli Ospitalieri di San Giovanni meglio noti come Cavalieri di Malta.

L’ordine dei Cavalieri Ospitalieri di San Giovanni fu creato dal monaco amalfitano Gerardo Sacco nel 1070 il quale si attivò per aiutare i cavalieri europei che durante la prima crociata del 1099 assediarono Gerusalemme. All’indomani dello scioglimento dell’Ordine dei Cavalieri templari, gli Ospitalieri o Gerosolimitani o Cavalieri di Rodi e Malta ereditarono tutti i beni appartenenti al disciolto Ordine.

Ma tutto ciò che cosa ha a che fare con Roma? L’Ordine degli Ospedalieri aveva a Roma una sua sede presso il foro di Augusto – noto oggi come la “La casa dei Cavalieri di Rodi” – e possedeva una piccola cappella sul colle Aventino dedicata a Santa Maria de Aventino, facente parte di una fortificazione a difesa del guado del Tevere. La sede del priorato cambierà varie volte nel corso dei secoli, spostata dal Foro di Augusto, poi nei pressi del Vaticano e poi di nuovo nel Foro di Augusto fino a essere definitivamente spostata sull’Aventino grazie a Papa Pio V.

Però, solo nel ‘700 grazie al Cardinale Rezzonico, il luogo fu recuperato e trasformato nella Villa del priorato per merito del talento dell’architetto Piranesi, il quale cominciando i lavori in quella che è l’odierna piazza dei Cavalieri di Malta, trovò i resti del Vicus Armilustriche, secondo Varrone e Livio, conduceva al sacro recinto dell’Armilustrumin cui i sacerdoti Salii celebravano la purificazione delle armi degli eserciti romani di ritorno dalle campagne militari, così chiudendo in ottobre la stagione della guerra.

L’odierna piazza concepita da Piranesi, dunque, richiama il recinto dell’Armilustrum e lo spazio è delimitato da un muro in cui sono rappresentati obelischi che richiamano il vicino Circo Massimo, elementi navali che ricordano la flotta templare, la lira, la cornucopia e la siringa che fondono elementi iconografici della romanità con la gloria di un ordine cavalleresco-militare sopravvissuto a se stesso. La simbologia così minuziosamente scolpita nel recinto della piazza nasconde una credenza la cui eco ci riporta indietro al tempo delle crociate: il colle Aventino nasconderebbe una nave templare ancorata al Tevere, pronta a salpare nel momento in cui Gerusalemme dovesse ancora avere bisogno del servizio dei Cavalieri.

L’ingresso della sede dell’Ordine in via dei Condotti

E così l’architetto Piranesi che ristrutturò il decadente colle, a conoscenza della leggenda, nascose attraverso la simbologia questa credenza: per cui gli obelischi e le lastre marmoree della piazza non sarebbero altro che gli alberi e le vele del veliero templare, il famoso “buco della serratura” da cui si intravede il viale alberato con la cupola sulla sfondo, ricorderebbe il ponte di coperta sulle cui navi i cavalieri fornivano assistenza ai pellegrini che viaggiavano verso Gerusalemme, o che vi ritornavano, mentre la chiesa di Santa Maria del Priorato costituirebbe la cabina di comando.

Il tutto rende ancora più affascinante quel portone sempre chiuso, che cela la Villa del Priorato, non accessibile ai più poiché zona extraterritoriale. Roma capitale della Repubblica italiana, Roma sede dello Stato della Città del Vaticano e Roma sede del sovrano militare Ordine di Malta e Rodi, riconosciuto come Ente sovrano internazionale dal tribunale civile di Roma nel 1961. Tra Stati e un’unica città, un privilegio per Roma che la rende molto simile a Gerusalemme, la quale pur non essendo sede di enti statali è la sede delle tre religioni del libro; Roma e Gerusalemme indissolubilmente legate anche grazie ai cavalieri.

Casa dei Cavalieri di Rodi ai Mercati traianei

Il sovrano militare Ordine di Malta e Rodi ha sede amministrativa in via dei Condotti e nella Villa del Priorato all’Aventino: è proprietario della sede dei Cavalieri di Rodi al Foro di Augusto, in quanto Ente internazionale ha il diritto di battere moneta – il che rende l’Ordine sovrano – stampare francobolli, avere un proprio servizio postale, essere dotati di aerei e navi battenti bandiera propria. L’attività principale è di natura medico-assistenziale esattamente come l’aveva concepita Fra’ Gerardo nel 1070. Nell’ordine sono impegnati circa 10 mila cavalieri che si distinguono in “cavalieri di onore e devozione” se sono di nobili origini oppure cavalieri di “grazia e devozione” se non appartengono alla nobiltà, mentre i “cavalieri di giustizia” sono ancora oggi coloro che fanno voto di povertà, castità e obbedienza e, tranne che per il gran maestro che viene eletto dal Pontefice, l’identità dei cavalieri rimane celata.

Il medioevo così lontano temporalmente si ripropone con tutta la sua escatologica forza: da Roma i cavalieri ripartiranno con la loro nave per un’ultima volta, per accorrere in salvezza di Gerusalemme.