La preparazione atletica efficace – Il karate con Michela Pezzetti, campionessa che parteciperà alle Olimpiadi del 2020 di Tokyo

A cura di Marco Travascio, esperto preparatore fisico, tecnico federale di pugilato, istruttore allenamento funzionale

Il karate farà il suo debutto alle Olimpiadi 2020 di Tokyo. La squadra Azzurra è tra le prime in Europa: ai recenti campionati europei di Novi Sad ha vinto ben dieci medaglie. In questa rubrica mi soffermo sul karate assieme a una delle atlete più titolate della nostra Nazionale, Michela Pezzetti. Nata a Perugia 28 anni fa, dal 2013 gareggia per il gruppo sportivo Fiamme oro – Polizia di Stato. Specialista nel kata, ha collezionato una serie di risultati internazionali molto importanti: vice campionessa mondiale a squadre nel 2012 e tre volte campionessa europea, sempre a squadre (2013, 2017 e 2018).Michela Pezzetti cura in modo maniacale la tecnica: i suoi risultati straordinari sono il frutto di circa dieci allenamenti a settimana mirati a curare i vari aspetti tecnici, tattici e metabolici.

Il karate nasce nel XV secolo a Okinawa, piccola isola a Sud-Est del Giappone.  Letteralmente significa “combattimento a mano nuda”. Ebbe enorme diffusione nel periodo della dominazione cinese durante il quale, per prevenire le rivolte, venivano vietate tutte le armi. Gli abitanti, quindi, impararono le tecniche corpo a corpo.Ne esistono due specialità: il kata e il kumite.

Kata significa “forma”: si tratta di sequenze composte da gesti formalizzati e codificati che simulano un combattimento contro avversari immaginari. Per i praticanti rappresenta l’essenza dell’arte marziale in quanto racchiude in sé lo studio delle tecniche fondamentali, il ritmo e la tattica del combattimento. È prevalente l’aspetto isometrico.

Il kumite, invece, è il combattimento, incontro tra due avversari che utilizzano tecniche di braccia, gambe e proiezioni. Qui è prevalente l’aspetto isotonico. È una disciplina che richiede un grande dispendio energetico: i muscoli e le articolazioni del corpo vengono coinvolti totalmente durante le esecuzioni delle tecniche. La periodizzazione varia molto dal calendario delle gare. Concettualmente si lavora con la forza nel periodo preparatorio, senza mai tralasciare l’importanza della tecnica. Con l’avvicinarsi delle competizioni, si preferirà il lavoro specifico associandolo a velocità ed esplosività, stabilità, miglioramento e mantenimento delle capacità coordinative.