Edutainment, quando giocando si impara

L’utile (e divertente) volume di Iader Giraldi

Imparare attraverso esperienze ludiche è il modo migliore per apprendere. Divertirsi e arricchire la propria conoscenza è senz’altro il binomio didattico vincente in quanto fa scattare la motivazione e stimola l’interesse. Essere tristi e seriosi non vuol dire essere intelligenti e colti. Anzi, in una società come l’attuale bombardata da messaggi comunicativi la difficoltà maggiore è proprio quella di riuscire a catalizzare l’attenzione e a trasmettere contenuti non soltanto utilizzando un registro linguistico idoneo, ma anche avvalendosi di tecniche e strumenti mirati e coinvolgenti che stimolano il lato ludico ed emozionale di ciascuno di noi. Si pensi alla noia mortale che si provava visitando un museo prima dell’avvento dell’edutainment museale. La forma è dunque sostanza. L’edutainment, neologismo anglosassone derivante dell’accorpamento dei termini educational (educativo, didattico) ed entertainment (intrattenimento, gioco) coniato da Bob Heyman mentre produceva documentari per la società National Geographic,può essere implementato nella didattica tradizionale, nella formazione professionale e nell’aggiornamento. Iader Giraldi, imprenditore della conoscenza (è fondatore e Ceo di “Zeranta edutainment”), autore, regista teatrale e cinematografico, sceneggiatore e produttore di cinema, art director e consulente di marketing e comunicazione, ha appena pubblicato con Guerini Next il libro “Manuale di edutainment – Perché l’apprendimento divertente crea organizzazioni intelligenti” in cui propone una lettura dell’edutainment applicata al management e al design di esperienze. Forte di una storia decennale multidisciplinare, costruisce percorsi applicabili alla comunicazione d’impresa, all’apprendimento formativo e al change management, offrendo al lettore racconti evocativi e spunti operativi concreti. Un metodo per chi vuole rivoluzionare il modo di costruire user & learning experience design e per chi si accosta per la prima volta ai principi dell’edutainment.

“Il volume – spiega l’autore – è dedicato ai progettisti e designer dell’apprendimento, manager e professionisti, ma anche a tutti i docenti universitari che possono con questo metodo ripensare e ibridare le loro esperienze con quelle che in questi dieci anni ho fatto maturare e consolidare. La mia ambizione è che il libro possa anche essere utile a tutti coloro che esercitano varie forme di genitorialità perché sono convinto che attraverso le lenti dell’edutainment si può veramente modificare il mondo e creare nuovi immaginari”. Il volume è rivolto anche ad amministratori pubblici e privati, politici e cittadini che con le loro scelte possono contribuire a elevare il livello di conoscenza e consapevolezza di intere comunità”.

Affidarsi all’immaginazione, leggere la realtà con lenti originali per confrontare mondi eterogenei aiuta a interpretare la complessità con sguardo più ampio. Questo vale anche nell’ambito dell’apprendimento, dove una prospettiva ludica affiancata a un contesto di acquisizione di conoscenza, potenzia le competenze e stimola il pensiero. Crisi e incertezze, quarta rivoluzione industriale, modalità digitali, richiedono oggi un approccio formativo e un management lontano dai canoni della lezione frontale o dei metodi tradizionali che, per quanto consolidati, non riescono più a rappresentare una realtà sempre più composita e articolata. “In questo decimo anniversario – afferma Iader Giraldi –  mi è stato chiesto di tentare la mappatura di questo metodo per poterlo condividere con tutti coloro che per passione, professione o anche caso, si trovano nella vita a dover trasferire ad altri conoscenza, comunicazione e futuro”. Del resto comunicare vuol dire trasmettere ma se si sbaglia il metodo il risultato sarà soltanto un grande sbadiglio. Una lettura appassionante, molto utile e, ovviamente, divertente. L’introduzione è di Roberto Battaglia, responsabile del personale divisione corporate e investimenti banking Intesa Sanpaolo.

Manuale di edutainment – Perché l’apprendimento divertente crea organizzazioni intelligenti

Guerini  Next editore, pagg. 282