Fashion & more – Voglia d’estate

A cura di Nenella Impiglia Curzi, esperta di moda e costume, autrice dei volumi “La scarpetta nel piatto” e “Stoffa per la musica”

Dopo un inverno che sembrava infinito e una primavera vestita d’autunno, irrefrenabile è il desiderio di indossare il costume più “in” della stagione e raggiungere la spiaggia più vicina. Quest’anno le tendenze più cool vedono intrecci elaborati, tagli sportivi, logomania, stile boho e hippie chic. Marchi in bella vista, dunque, seguendo il mood Anni Novanta, non soltanto su t-shirt e accessori, ma anche sui costumi da bagno. Inoltre, ispirazioni Coachella style: culotte a vita alta, fantasia floreali, lavorazioni crochet, top con rouches. Numerose sono le ispirazioni retrò con un tuffo anche negli Anni Cinquanta con modelli che ricordano quelli delle pin up e delle iconiche star dell’epoca.

L’animalier regna sovrano anche nel beach wear, oltre alle stampe botaniche, il lurex e i colori neon (verde, giallo, rosa, rosso, arancio fluo) che evidenziano semplici bikini con laccetti o interi alla “Baywatch” ed esaltano l’abbronzatura. Anche se il minimal delle tinte monocromatiche come il bianco, il nero e i colori neutri restano intramontabili. Molto trendy sono anche i motivi etnici come il batik ed il tie-dye Anni Settanta. Bikini con triangolo, a fascia, con slip mini o alto ma anche tanti costumi interi che sono tornati a essere un must have, con un nuovo sex appeal che ricorda la lingerie più sensuale, eleganti e raffinati, soprattutto nei modelli monospalla, estremamente versatili perché quando il sole tramonta possono trasformarsi in un outfit da happy hour, con l’aggiunta di un pareo. “Pareu” è il termine usato a Tahiti per indicare la gonna. Gli uomini della Polinesia lo usano come perizoma, le donne per coprirsi il corpo. È un vestito leggero e colorato, adatto alle temperature tropicali, per questo si è diffuso in Occidente, divenendo un abbigliamento da spiaggia. È il simbolo della “vahiné”, la ragazza polinesiana immortalata in molti quadri di Gauguin. È divenuto un indumento molto conosciuto nel mondo grazie al film “Uragano” del 1937, in cui l’attrice Dorothy Lamour interpretava un’indigena. Ma la sua diffusione è avvenuta negli Anni ’50, sempre grazie al cinema e in particolare ai film di Esther Williams, molto spesso d’ambientazione esotica.

Nenella Impiglia Curzi