Raffaele Morelli: “Vi racconto come essere felici”

Il noto psichiatra e psicoterapeuta parla di amore e di erotismo, spiega alcune regole pratiche per migliorare la vita attraverso il suo nuovo libro “Il manuale della felicità”. E sui femminicidi dice: “Le persone uccidono perché sono violente non perché sono gelose”

Di Igor Righetti

Raffaele Morelli è tra i più noti medici psichiatri e psicoterapeuti italiani. Con il suo tono rassicurante riesce a moderare gli animi, a spegnere il fuoco dell’irrazionalità, a riportare tutto nelle possibilità dell’uomo. Il suo lavoro è da sempre orientato alla riscoperta della dimensione psicosomatica come chiave di senso per interpretare e affrontare le patologie e i grandi disagi dell’epoca contemporanea.

Un’intervista a Raffaele Morelli corrisponde a un anno di sedute psicoanalitiche. E al termine si è più felici e apprezziamo di più anche i nostri difetti che, erroneamente, vorremmo non avere modificando così il nostro carattere e la nostra personalità.

Morelli è presidente dell’Istituto Riza di medicina psicosomatica che ha fondato nel 1979 ed è direttore responsabile delle riviste “Riza Psicosomatica” (il primo mensile di psicologia nato in Italia) e “Dimagrire” nonché direttore scientifico della rivista “Salute naturale”. Saggista prolifico ha appena pubblicato con Mondadori il libro “Il manuale della felicità – Le dieci regole pratiche che ti miglioreranno la vita”.

Che cosa ti mette di buon umore la mattina, al risveglio?

Io sono contrario al buonumore e alla ricerca della gioia come meccanismo di felicità. Cercare il buonumore è da imbecilli perché se dentro di noi cerchiamo uno stato d’animo ne escludiamo tanti altri. Bisogna percepire internamente che cosa accade dentro ognuno di noi. Ciò che capita dentro di noi la dobbiamo guardare, ma senza chiederci il motivo. Quando c’è uno stato d’animo dobbiamo chiederci: accanto alla tristezza c’è altro?  Altrimenti vedremmo un solo stato d’animo. Bisogna cercare altro, c’è dell’altro. Nell’altro si aprono le porte. Così come in un albero ci sono le radici, ma anche il tronco, i rami, le foglie e i frutti. Chi è costretto a ridere per immortalarsi in un selfie è un grande idiota in quanto è finto, costruito e innaturale.

 Quel è la terapia di tutte le terapie?

Guardare l’interno senza commentare. La grande terapia è lo sguardo interiore senza le cause.

Con quali pensieri chiudi la giornata prima di addormentarti?

Faccio una cosa che insegno anche ai miei pazienti: chiudo gli occhi, immagino una tana e penso a due oggetti, ma possono essere anche fiori o animali, con cui mi trovo a mio agio. E poi aspetto che arrivi il sonno.

Perché cerchiamo Dio?

Perché il cervello ha intere aree dedicate al sacro. Quando una cultura perde i riti, muore. Dio cambia l’abito e per questo si cambia religione.

Come si supera la gelosia? E che cosa genera i femminicidi?

Accogliendola, la gelosia serve a rimettere in discussione il nostro modello troppo gelido. Le persone uccidono perché sono violente non perché sono gelose.

Nella tua professione suggerisci i comportamenti da tenere e spieghi i perché di tante azioni alle persone che ricorrono al tuo aiuto. Ma tu, in caso di necessità, a chi ti rivolgi?

Oggi mi fido e mi affido soltanto all’inconscio. Chi fa il mio lavoro impara a non pensare ma a stare con se stesso senza dire nulla. Senza darsi risposte, giudizi e senza cercare di migliorare.

Siamo una società sempre più infelice. Che cosa genera l’infelicità?

Siamo diventai troppo esterni, siamo sempre connessi, non abbiamo più il silenzio interiore. Il mondo antico ci ha insegnato che il sacro appartiene al silenzio e non ai suoni. I bambini, per esempio, quando giocano interpretano mille personaggi, hanno immaginazione e inventiva. La loro è la vera felicità perché senza il pensiero. Sanno travestirsi e, soprattutto i bambini più piccoli, hanno un amico sconosciuto con cui parlano. Sono come in uno stato sognante.

Il tuo ultimo libro appena uscito “Il manuale della felicità” ha come sottotitolo “Le dieci regole pratiche che ti miglioreranno la vita”. Ce ne puoi dire alcune?

Quando c’è un problema non cercare di risolverlo, cerca il vuoto; non prendere mai una decisione quando nella vita c’è un disagio; ragionare come l’acqua, cioè essere fluidi, l’acqua scorre ovunque, non bisogna avere opinioni (in una società dove tutti sono opinionisti su tutto e impresa ardua, ndr); mai soffermarsi sul passato e sui ricordi; non lavorare su se stessi, è una malattia non una cura, bisogna rispettare sempre il proprio carattere e la propria personalità. Le cose che non ci piacciono di noi non dobbiamo mandarle via, vanno guardate.

Nel tuo libro scrivi: “Bisogna ‘lasciar correre’, rinunciando a qualsiasi sforzo di ‘cambiare le cose’, di salvare gli amori finiti, di andare d’accordo a tutti i costi con gli altri, di fare progetti, di darsi obiettivi, di correre dietro a qualcosa o a qualcuno”. Ma non è una forma di resa e un affidarsi soltanto al destino?

Quando arriva il disagio dobbiamo imparare ad arrenderci. In questo modo eviteremo che subentri l’ansia che ci costringe all’assunzione di psicofarmaci il cui uso diffuso è una malattia del nostro tempo. Ciò accade perché noi siamo finti. Ogni individuo, dice Goethe, è condannato a essere se stesso.

Qual è l’arte della felicità?

I grandi uomini non parlano mai di sé e si nascondono. L’arte della felicità è nascondersi. Gli indiani definiscono Dio colui che si nasconde. Se ci pensiamo bene il cervello è nascosto nel cranio o il seme si nasconde nella terra. La creazione si nasconde per dare origine a qualcosa. È un concetto difficile da far capire a un mondo che invece esterna qualunque cosa, dalla più intima alla più banale, in ogni momento. Ormai siamo abituati a raccontare tutto a tutti. Ma chi non si nasconde non ha destino e non ha futuro. Chi parla di sé è sempre una persona che ha una grandissima fragilità.

 

Per consuetudine siamo abituati a scollegare il sesso dall’amore. Tu ne hai parlato nel tuo libro “Il sesso è amore”. Che cosa va rivalutato nel sesso?

Il sesso stesso, i greci non avevano la parola amore, parlavano di eros. Vivi l’eros e non chiamarlo amore perché quello che chiamo amore in realtà è soltanto una dipendenza affettiva. Noi facciamo l’amore per diventare farfalle, non per attaccarci a una persona. L’amore senza sesso è una grave malattia. Poi questo non significa che una coppia non possa vivere insieme e farsi compagnia negli anni.

C’è più necessità di educazione sessuale o di educazione amorosa?

Sono molto contrario all’educazione sessuale perché è un altro modo di far perdere spontaneità mentre se si intende attenzione alle malattie sessualmente trasmissibili e all’uso del preservativo ha un senso. L’eiaculazione precoce, per esempio, è spesso causata dagli schemi omologati di come l’uomo deve dare piacere. Per combatterla, ciascuno di noi deve fare l’amore a modo suo senza seguire regole codificate.  Deve essere l’eros a guidarci e non noi a dover guidare lui.

Volendo, potremmo non innamorarci?

Non è possibile per un motivo molto semplice: nell’innamoramento permettiamo al cervello di liberare sostanze che altrimenti non libera. In quel determinato stato produco il mio divenire, mi dà la possibilità di evolvermi, andare verso ciò che sono.

Il desiderio sessuale è sempre presente negli innamorati?

Se non c’è bisogna preoccuparsi perché allora si tratta soltanto di un amore cerebrale. Si sta insieme per il desiderio.

La fedeltà è un valore?

Non è mai stata un valore. È stata voluta dal cristianesimo come valore assoluto. Ma se è un obbligo che valore è?  I valori sono tali se sgorgano spontaneamente. Noi abbiamo bisogno dell’eros più del pane che mangiamo, è il nutrimento dell’anima. L’amore non appartiene al tempo, non dipende dall’io o dal pensiero. Il pensiero sta agli antipodi.

I nostri giovani fanno sesso molto presto. Quali conseguenze può avere questa precocità?

Nessuna, il sesso lo si impara negli anni. anzi direi che è positivo perché conoscere la sessualità permette poi di utilizzarla in modo migliore quando ti porterà a una relazione di innamoramento in cui ti perdi. Non è vero che chi comincia presto brucia le tappe e dopo non ha più nulla da imparare. L’eros è una costituente della vita: a 15 anni non è quello dei trenta o dei cinquant’anni, più conosci l’eros più ne scoprirai le sue tante sfumature. Da giovane conosci il sesso meccanico, via via che la vita passa si impara ad amare. Gli uomini imparano a fare l’amore oltre i quarant’anni, le donne un po’ prima sui 35-36.Nella vita conta quello che sai senza averlo imparato. Nessun essere al mondo è capace di andare in africa senza sapere la strada o senza avere il satellitare, come invece fa il cuculo. Lo spirito è animale, lo sapevano bene gli egizi. L’evoluzione non è separata dall’uomo.

Che cos’è l’amore?

È l’unica cosa che esiste. Fondamentalmente ci sono due tipi di amore: quello sessuale e quello materno. Il primo è discontinuo, il secondo è nutritivo ed è soprattutto delle madri in quanto c’è una continuità tra il corpo materno e il figlio. Un affetto dal quale poi con il tempo bisogna anche liberarsi. Purtroppo oggi siamo poco segreti, sveliamo tutto, raccontiamo ogni cosa e questo è un errore. È diventata una malattia. In amore non deve dire nulla. Ci sono delle cose da non fare mai: non svelare i propri segreti, non raccontare mai il proprio passato, non cercare di cambiare il carattere dell’altro. Il buon amore in una coppia si capisce se nella vita si funziona meglio. Quando sei innamorato fai cose che non avresti mai pensato di fare.

Le violenze in branco avvengono perché il maschio non è più sicuro di se stesso e teme le femmine?

Perché il maschio cresce in una realtà in cui il codice maschile è quello del dominio, della forza. Bisogna insegnare agli uomini di diventare più femminili e che la donna non è un oggetto altrimenti l’uomo stesso diventa un oggetto. Il sesso non è un luogo di dominio ma di incontro.

Prendiamo pillole per qualunque cosa, soprattutto nell’atto d’amore. Che fine ha fatto l’erotismo?

Perché siamo una cultura molto artificiale, molto finta e non ascoltiamo il desiderio. Siamo identificati in un modello, ciò che è innaturale è innaturale.

Che cos’è l’omosessualità?

È naturale, sia quella maschile sia quella femminile. È sufficiente guardare in natura tra gli animali e le piante ermafrodite. Un altro conto, invece, è vedere il moralismo. L’omosessualità è soltanto un modo differente rispetto all’eterosessualità di vivere la sessualità. Siamo stati noi stessi a riempire di scemenze e di tabù, di lecito e non lecito, di naturale o innaturale, tutta la sfera della sessualità. L’omosessualità ha la stessa componente erotica che accende l’eterosessualità.

Di che cosa hai paura?

Un uomo si realizza soltanto nell’ insicurezza. Se non sei insicuro sei un cretino.

Nella tua vita privata riesci a gestire l’amore?

Sono uno che le cose che scrive le fa. Non c’è nulla da gestire.

Può esistere l’amore per sempre o tutto è destinato a finire?

La vita stessa è destinata a finire. Come può esistere, quindi, una cosa per sempre?

Le bugie servono?

I greci avevano un dio delle bugie, Hermes. Mentire è una cosa sana, se i bambini non mentono ci dobbiamo preoccupare. Mentire vuol dire diventare diverso da chi abbiamo davanti. Quando invece il mentire prende il sopravvento allora diventa una patologia.