I diritti degli animali

A cura dell’avvocato Michele Pezone (www.studiopezone.com)

Primo: non maltrattare. Un bellissimo libro di Giulia Guazzaloca sulla storia della protezione degli animali in Italia

Approfitto nuovamente dello spazio che mi è concesso su questa rivista per consigliare la lettura di un libro e stavolta vorrei segnalare un saggio di Giulia Guazzaloca dal titolo “Primo: non maltrattare. Storia della protezione degli animali in Italia” (Editori Laterza). Un libro scritto benissimo e ricchissimo di riferimenti storici che consente a tutti, persino a chi si occupa come me da tanti anni di questi argomenti, di scoprire tantissimi aneddoti che riguardano la maniera in cui si è evoluto il nostro modo di rapportarci agli altri animali e la forma in cui si sono evolute anche le varie associazioni di protezione animale in Italia. Leggendo il libro, si scopre che, alla fine dell’800 e quindi in un’epoca in cui il trasporto avveniva principalmente attraverso carri e carrozze trainati da cavalli, venne istituita a Torino una Società zoofila il cui nome originario era “Società protettrice degli animali contro i mali trattamenti che subiscono dai guardiani e dai conducenti”. Addirittura, a Padova, la Società zoofila intraprese, nel 1896, una vera e propria causa penale contro i conducenti di un tram trainato da cavalli perché questo superava il limite massimo di 44 passeggeri, causando una eccessiva fatica per i cavalli. Alla fine, i conducenti furono assolti, ma la Società considerò “egualmente raggiunto” il suo scopo per la risonanza mediatica che aveva avuto il contenzioso, come si legge nel libro di Giulia Guazzaloca che richiama la relazione del Consiglio direttivo della Società zoofila con sede in Padova, redatta nel 1897. Si tratta davvero di un processo antesignano dei tanti che oggi si celebrano in tutti i tribunali italiani per i reati di maltrattamento di animali e che si concludono spesso con sentenze di condanna, in quanto oggi vi è una normativa che punisce anche il maltrattamento etologico dell’animale (all’epoca l’etologia non era ancora stata fondata e bisognerà attendere gli studi di Konrad Lorenz nel secolo successivo).

Un capitolo che ho trovato assolutamente interessante è quello in cui si parla di animali e guerra, con particolare riferimento al primo conflitto mondiale, in cui ci fu un massiccio impiego di animali (11 milioni di equini, ma anche decine di migliaia di cani, buoi e colombi). Alcune associazioni si dedicarono alla raccolta di fondi e medicinali per curare gli animali feriti e, nel 1915, si costituì la Croce Azzurra, che era considerata “la Croce Rossa dei cavalli e dei muli”. Nel libro sono ricordate le pagine della memorialistica che “rievocano gli abbandoni e le stragi di animali, quasi che il sacrificio di queste vittime innocenti fosse più pesante da accettare di quello degli esseri umani”. La comunanza del destino e lo stretto contatto in trincea tra uomini e animali paradossalmente furono, secondo la ricostruzione dell’autrice Guazzaloca, un’occasione per sviluppare ulteriormente quelle attitudini di cura e affezione verso gli animali che sarebbero poi divenute evidenti nei decenni successivi.

Avvocato Michele Pezone