Salute e benessere degli animali – La dieta Barf (cibo crudo biologicamente appropriato)

Di Valentina Serafino, medico veterinario*

L’argomento di cui parleremo in questo e nel prossimo numero trova ultimamente riscontro nella pratica quotidiana destando tra i miei clienti curiosità e interesse. In questo numero cercheremo di fare il punto su una delle diete in voga da qualche tempo a questa parte: la dieta Barf. Nel prossimo numero metteremo a confronto la dieta Barf con la dieta commerciale, cercando di analizzare i pro e i contro di entrambe.

L’acronimo inglese Barf sta per “cibo crudo biologicamente appropriato” e consiste nel fornire al proprio animale domestico carne cruda, organi e ossa edibili. Da un recente studio è emerso che i proprietari di cani di taglia medio-grande sono quelli che fanno più uso della dieta Barf per i loro pet. Molti proprietari di cani e gatti, inoltre, non fanno uso esclusivo della dieta Barf ma la complementano con dieta casalinga o commerciale. Che cosa spinge il proprietario di un cane a scegliere per il proprio animale domestico un’alimentazione carnivora molto simile a quella del suo antenato, il lupo? Sicuramente vi è una motivazione di tipo etico, che riguarda l’idea di far mangiare al proprio animale cibo quanto più vicino a quello che mangerebbe in natura se dovesse quindi alimentarsi da solo, e poi perché si crede che questo tipo di alimentazione sia più salutare rispetto ad altre. Circa questo aspetto, però, già semplicemente parlando con alcuni sostenitori della dieta Barf, ci si accorge che ne sanno realmente poco circa i fabbisogni nutritivi dei propri animali da compagnia. Il cane domestico deriva sì dal lupo ma, nel corso dei secoli, ha modificato il proprio sistema digerente adattandolo a un regime alimentare che prevedeva anche l’uso di cereali. Si è quindi evoluto proprio come ha fatto il suo più caro amico: l’uomo.

Il cane odierno ha la capacità di assimilare in parte l’amido contenuto negli alimenti che gli vengono forniti, per cui oggi non lo definiamo più un carnivoro stretto, cosa che invece non avviene per il gatto che resta un carnivoro stretto. Possiamo affermare che la dieta Barf sia salutare? A una prima idea potremmo pensare di sì: che cosa c’è di meglio del cibo crudo, altamente digeribile, per il proprio amico carnivoro? Ma soffermiamoci su alcuni aspetti che dovremmo sempre tener presente, primo fra tutti la sicurezza degli alimenti. Importante da considerare è la contaminazione batterica che possono presentare alimenti a base di carne cruda. Vari sono i patogeni che possono essere presenti nel cibo non cotto e che possono causare problemi da lievi a molto gravi sia ai proprietari che manipolano il cibo sia agli animali a cui sono destinati. escherichia coli e toxoplasma sono tra i più conosciuti. Negli ultimi tempi abbiamo assistito a casi di contaminazione da salmonella, contenuta soprattutto nei cibi crudi a base di pollo, la quale può essere fatale per i cuccioli. Pensiamo anche a listeria, presente nella carne cruda di vari animali, che se non viene manipolata con attenzione dai proprietari può causare problemi alle persone con scarse difese immunitarie o alle donne in dolce attesa. C’è da dire che listeria è stata riscontrata anche in alcuni cibi secchi commerciali.

Bisogna poi tener presente che la dieta Barf è carente di alcune sostanze nutritive e quindi va bilanciata, ma molti proprietari non se ne curano andando alla lunga a creare carenze nutrizionali nei propri animali. Nella dieta Barf di vitale importanza è conoscere l’origine del cibo e ad oggi questo non è sempre possibile come quando si comprano le materie prime mediante l’e-commerce. Non tutti sanno che la maggior parte dei prodotti crudi acquistati on-line (manzo, pollo, tacchino e trippa verde) sono altamente contaminati già al momento dello scongelamento. Non si ha ancora una regolamentazione ad hoc sulla provenienza e sulla qualità delle materie prime. Poco sappiamo sulle modalità di lavorazione, non sappiamo se viene rispettata la catena del freddo, cioè se il prodotto subisce modifiche della temperatura durante il suo percorso, modifiche che potrebbero alterarne non soltanto le caratteristiche organolettiche ma anche la salubrità. Non sappiamo se gli stabilimenti sono a norma, se il mezzo che li trasporta sia igienizzato e adatto al loro trasporto e sappiamo poco anche circa la modalità di trasporto degli stessi. Per cui un consiglio che mi sento di dare è quello di comprare le materie prime in supermercati e macellerie di nostra fiducia, dove il livello d’igiene è elevato e vengono garantiti i controlli necessari a stabilire la conformità per il consumo alimentare umano e di conseguenza anche per quello dei nostri pet.

Sul prossimo numero continueremo a parlare di diete per i nostri amici,

Valentina Serafino, medico veterinario

*Valentina Serafino,   direttore sanitario dell’ambulatorio veterinario Pet Care di Monterotondo (Roma) www.ambulatorioveterinariopetcare.it. Pagina Facebook: ambulatorio veterinario monterotondoscalo.