La preparazione atletica efficace – Il judo

A cura di Marco Travascio, esperto preparatore fisico, tecnico federale di pugilato, istruttore allenamento funzionale

Christian Parlati

Questo mese tratterò una disciplina meravigliosa: il judo. Lo farò con uno dei maggiori talenti in circolazione a livello Internazionale, Christian Parlati. Atleta napoletano nato il 23 gennaio 1998 in forza alle Fiamme Oro-Polizia di Stato, gareggia nella categoria 81 kg. Attualmente è in ritiro con la Nazionale a Ostia.

Tra i suoi principali risultati:

– bronzo mondiale junior 2017;

– campione del mondo U21 e campione italiano assoluto nel 2018;

– bronzo Gran Prix di Tel Aviv nel 2019 e di nuovo campione italiano assoluto.

Giovane, talentuoso e grande combattente non ci resta che fargli un grosso in bocca al lupo per le qualificazioni alle prossime olimpiadi. Il judo è un’arte marziale creata da Jigoro Kano nel 1882, introdotta per la prima volta come disciplina olimpica nel 1964 in occasione delle Olimpiadi di Tokyo. È uno sport di combattimento e come tale gli atleti devono rientrare nelle categorie di peso. Quindi verrà fatta una pianificazione alimentare e di allenamento in base agli impegni della stagione agonistica. Il judo si caratterizza per molti aspetti importanti quali:

LE CADUTE, insegnate sin dal primo allenamento per attutire l’impatto con il tatami quando si viene proiettati dall’avversario;

LE PROIEZIONI dell’avversario a terra, ovvero tecniche codificate per ottenere lo stesso risultato sfruttando errori o eccessi di forza dell’avversario. Agendo con scaltrezza si impiega meno forza cinetica per ottenere il massimo risultato;

LE LEVE ARTICOLARI AGLI ARTI SUPERIORI E GLI STRANGOLAMENTI, sanguigni e respiratori, in grado di provocare dolori, potenziali danni o mandare ko l’avversario sempre in base alla situazione in cui ci si trova;

LE IMMOBILIZZAZIONI A TERRA per controllare l’avversario una volta proiettato.

Nella costruzione di un judoka dovremmo tenere in considerazione gli aspetti neuromuscolari, curando le capacità coordinative, la forza massima e rapida. E ancora: gli aspetti metabolici, allenando la resistenza alla forza rapida, lavorare sull’impegno lattacido; gli aspetti tecnici, per elevare qualitativamente il gesto, in piedi e a terra, la mobilità articolare; gli aspetti tattici, quindi strategia di ogni singolo combattimento.

Questa costruzione avviene mediante l’utilizzo di sovraccarichi o esercizi con carico naturale per potenziare il proprio apparato locomotore. Saranno importanti, inoltre, esercitazioni per il miglioramento della capacità aerobica e potenza aerobica, indirizzando il lavoro sempre sul gesto tecnico. L’Unesco ha dichiarato lo sport judo come la migliore formazione iniziale per i bambini e i ragazzi, con la cui pratica si sviluppa e affina la coordinazione oculo-manuale ed equilibrio, così come consente di acquisire una perfetta padronanza degli schemi motori e posturali in continuo adattamento alle variabili spaziali e temporali. Allenandosi a piedi nudi, inoltre, il bambino migliora l’equilibro e consolida la sensibilità propriocettiva.

Marco Travascio

 

Per contattare Marco Travascio: travascio.marco@tiscali.it, cellulare 339 6261489.