“I miei capelli per aiutare i bambini malati di tumore”

Il noto soprano Marta Calcaterra racconta la sua particolare donazione

Con il suo nuovo taglio dopo la donazione

Di Marta Calcaterra

Ho vissuto una bellissima esperienza di donazione dei capelli che voglio raccontare a voi lettori di “Mese per Mese”. Sono felice, felice di avere donato una parte di me a qualcuno che ha bisogno di aiuto, conforto, solidarietà. Mi domando: forse il mondo si potrà salvare semplicemente grazie alla solidarietà reciproca, alla generosità personale, alla presa di coscienza da parte di ognuno di noi che siamo parte di un tutto e che donare fa bene soprattutto a noi stessi? Vi confesso che molti anni fa avevo tentato di donare il sangue ma il mio peso non lo consentiva (bisogna pesare almeno 50 chili e io sono sempre stata molto magra di costituzione) e, successivi problemi di leggera anemia, me lo hanno sempre impedito anche quando, crescendo, avevo raggiunto il peso ideale.

Circa un anno e mezzo fa, durante la mia presenza al teatro Petruzzelli di Bari per cantare in Aida di Verdi, ho sentito raccontare dai parrucchieri del teatro dell’esistenza della Banca dei capelli di Acquaviva delle Fonti, un paese a pochi chilometri da Bari, un’associazione di volontari che raccoglie trecce di capelli veri da tutta Italia per scambiarle con una ditta che produce parrucche inorganiche da donare a bambini malati oncologici le cui famiglie ne facciano richiesta. Mi sono subito informata attraverso Facebook e Internet dove la Banca dei capelli ha un sito web molto chiaro e mi sono organizzata per fare anch’io la donazione.

Confesso che per una cantante lirica avere capelli lunghi e folti è una grande comodità perché si possono fare diverse acconciature ed evitare l’utilizzo di parrucche magari scomode e ingombranti. Ciò nonostante ho immediatamente cominciato a far crescere i capelli togliendo la scalatura che li caratterizzava in quanto i capelli devono avere tutti la stessa lunghezza, il colore omogeneo e devono essere lunghi almeno 20/25 centimetri perché la donazione sia efficace. Pochi giorni fa, mentre mi trovavo di nuovo al Teatro Petruzzelli di Bari per cantare nel Simon Boccanegra di Verdi – dir. J. Bernacer, regia A. Bernard – titolo di inaugurazione di stagione del teatro, ho provveduto a farmi tagliare la treccia e a spedirla tramite lettera raccomandata alla Banca dei capelli (presso Aldo Barbieri, via Verdi 29, ad Acquaviva delle Fonti in provincia di Bari).

Mi sento serena, appagata, arricchita di tanta energia positiva e, oltretutto, mi vedo ringiovanita grazie al mio nuovo taglio a caschetto. Sto cercando, piano piano, di sensibilizzare più persone possibili a fare una donazione di capelli, ma soprattutto intendo fare conoscere l’esistenza di questa Banca dei capelli a più parrucchieri possibili dato che sono poi coloro che davvero lavorano “sul campo” e che possono suggerire alle loro clienti che hanno voglia di “dare un bel taglio”, di fare un bellissimo gesto d’amore. Spero che presto possano nascere e diffondersi altre banche dei capelli in tutta Italia. In alto i cuori, sempre!