La parola all’urologo – Uso di cocaina e disfunzione erettile

A cura di Andrea Militello, urologo e andrologo (www.urologia-andrologia.net - www.andrologiamilitello.it)

La disfunzione sessuale non è rara nei consumatori di cocaina e alcool. L’abuso di alcool si sviluppa frequentemente assieme alla dipendenza da cocaina e anche il contrario è comune. Alcuni studi scientifici hanno evidenziato come la disfunzione sessuale si riscontri in circa il 62 per cento di consumatori di cocaina e alcool. Alcool e cocaina influenzano negativamente neurotrasmettitori e ormoni comunemente coinvolti nelle funzioni sessuali. L’uso cronico di cocaina riduce le scorte di dopamina e questo porta a iperprolattinemia con ginecomastia, infertilità, amenorrea nella donna e disfunzioni sessuali (impotenza nell’uomo e anorgasmia nella donna).

Stimolanti come l’Mdma e la cocaina funzionano come vasocostrittori, limitando il flusso sanguigno e quindi la risposta erettile. L’uso prolungato della droga porta a vere e proprie disfunzioni erettili su base vascolare come purtroppo evidenziato nella maggior parte dei pazienti che vengono alla visita.

“La cocaina può causare difficoltà eiaculatorie e volumi eiaculatori inferiori”, dice il Mandy Tozer, direttore medico di Care fertility London. E aggiunge: “L’uso cronico di cocaina può portare al priapismo, che è un’erezione dolorosa persistente che spesso richiede assistenza medica: è una condizione grave che può causare danni permanenti al pene”.

Gentile dottor Militello,

leggo sempre con grande interesse la sua rubrica. Ho un dubbio: ma chi si opera alla prostata rischia poi l’incontinenza urinaria? Influisce nella qualità e nella quantità dei rapporti sessuali?

Alfredo B. (Roma)

Gentile Alfredo, intanto grazie per la fiducia. Dipende dall’estensione dell’intervento. Se viene coinvolta anche la capsula prostatica c’è il rischio di interrompere le fibre vascolo nervose dedicate al pavimento pelvico e corpi cavernosi con successiva incontinenza e disfunzione erettile. La cosa non avviene quando il tumore è circoscritto alla ghiandola senza interessamento della capsula. In ogni caso anche nella peggiore delle ipotesi oggigiorno vi sono possibilità di recupero su tutti e due i fattori con la riabilitazione del piano perineale per la continenza e la riabilitazione dei corpi cavernosi con tecniche farmacologiche o fisiche per la funzione erettile.