Salute e benessere degli animali

Di Valentina Serafino, medico veterinario*

Il cane ha cambiato il colore degli occhi

Gent.ma dottoressa,

ho un cane di 9 anni in perfetta salute. Da qualche mese, però, ho notato che ha cambiato il colore degli occhi. Ora li ha più chiari soprattutto al centro. Ho pensato alla cataratta ma non mi pare che lui abbia problemi di vista. Di che cosa potrebbe trattarsi?

 Anna G. (Fonte Nuova – Roma)

Cara signora Anna,

a nove anni un cane è già considerato senior, si cominciano a evidenziare problematiche tipiche dei “vecchietti” e il fatto che lei si sia accorta che qualcosa nello sguardo del suo cane è cambiato fa di lei una proprietaria attenta. La cataratta, nello specifico, è una patologia degenerativa del cristallino che può avere insorgenza lenta, per cui non la escluderei ma vi sono altre problematiche che riguardano il cristallino o anche la cornea e non solo. Inoltre, lei dice che il suo cane gode di ottima salute. Immagino, quindi, che periodicamente lo porti a fare una visita dal suo veterinario di fiducia. Purtroppo il vederlo mangiare e svolgere le sue consuete attività non esclude che possa iniziare a soffrire di qualche patologia come, per esempio, il diabete, anche questa subdola malattia può far notare una certa opacità dello sguardo, o anche la Leishmaniosi, purtroppo endemica nelle nostre zone, può dare problemi a livello di vista e ce ne sono molte altre che non sto a elencarle.  Come sempre una diagnosi precoce farà sì che si possa intervenire per tempo e quindi garantire una buona qualità di vita al suo pet.

I graffi dei gatti possono essere pericolosi?

Dottoressa Serafino,

mi piacerebbe prendere un gatto ma alcuni amici mi hanno detto che devo stare attenta alla malattia da graffio del gatto. I graffi dei felini domestici sono davvero pericolosi?

 

Veronica A. (Fiano Romano – Roma)

Salve Veronica,

i suoi amici di sicuro avranno avuto a che fare con tale malattia e avranno voluto metterla in guardia da una patologia che in realtà non è così consueta. È vero che questa infezione è trasmessa dal graffio o dal morso di un gatto, ma questo deve essere infetto, cioè portatore del batterio. Si stima che tra i gatti domestici solo meno del 10 per cento sia portatore e tra quelli che vivono in strada la percentuale è poco più alta. Inoltre, tale percentuale riguarda soprattutto gatti di meno di sei mesi di età. Più che alle persone adulte in buona salute bisogna prestare più attenzione ai bambini e ai soggetti con un sistema immunitario più debole, perché è in questi ultimi che l’infezione può dare seguito a problemi più gravi. In generale in persone con un buon sistema immunitario una terapia antibiotica è sufficiente ad arginare l’infezione. Certo è che la sintomatologia è alquanto fastidiosa: si potranno avere sonnolenza, febbre, dolori articolari, adenopatia regionale quindi con interessamento dei linfonodi posti vicino alla zona del graffio. L’area interessata dall’attacco del felino, inoltre, sarà dolente qualche giorno dopo il morso o il graffio, si potrà anche formare una papula, che evolverà poi in pustola, quindi si romperà e si risolverà di solito nell’arco di 2-4 mesi. Però mi sento di dirle che se deciderà di adottare un gatto di sicuro saranno più i benefici che questo porterà nella sua vita che non il trascurabile rischio di contrarre una zoonosi.

*Valentina Serafino,   direttore sanitario dell’ambulatorio veterinario Pet Care di Monterotondo (Roma) www.ambulatorioveterinariopetcare.it. Pagina Facebook: ambulatorio veterinario monterotondoscalo.

Valentina Serafino, medico veterinario