I diritti degli animali – Eredità, si può fare testamento a favore del proprio animale domestico?

A cura dell’avvocato Michele Pezone (www.studiopezone.com)

Egregio avvocato, ho 75 anni, sono vedova e senza figli. Ho però un cane di due anni, l’unico essere vivente (con il mio defunto marito) che mi ami più di se stesso.  Nel caso morissi prima io di lui vorrei lasciargli i miei beni (tra cui il mio appartamento) e vorrei avere la certezza che la mia disposizione testamentaria venga attuata. Come posso fare?

Maria C. (Rieti)

Gentile signora Maria,

la Sua richiesta non è affatto insolita. Sono sempre più le persone che decidono di lasciare ai propri animali tutti i loro averi, per ricompensarli dell’affetto sincero ricevuto in vita e assicurarsi che non abbiano alcun problema per gli anni a venire. Specialmente negli Stati Uniti e in Inghilterra questa prassi è assai diffusa e ci sono persino degli studi legali specializzati nel cosiddetto “pet trust”, un istituto giuridico da noi poco conosciuto che consente di realizzare nel migliore dei modi la predetta finalità: sostanzialmente gli animali domestici diventano beneficiari del patrimonio del loro proprietario e vengono tutelati da un amministratore che si prende cura di loro dal punto di vista economico e materiale.

In Italia, pur essendoci casi eclatanti di persone pronte a lasciare eredità milionarie ai propri animali, non è possibile fare testamento direttamente in loro favore, in quanto gli animali non possiedono personalità e, tantomeno, capacità giuridica. Il proprietario può tuttavia garantire agli animali il cibo, l’alloggio e tutte le cure necessarie, dopo la propria morte, nominando come erede una persona di fiducia, oppure un’associazione animalista con il preciso incarico di amministrare l’eredità per conto degli animali stessi. Indicare come erede una seria associazione animalista consente anche di poter dare ulteriori indicazioni per l’utilizzo delle somme in esubero rispetto a quelle necessarie a garantire le esigenze dei propri animali come, per esempio, quelle di costruire un canile o di fornire cibo o medicinali ai canili esistenti.

Per fare tutto questo basta un testamento olografo, interamente scritto di pugno e firmato dal testatore ma, per evitare possibili manomissioni o contenziosi da parte di soggetti che si ritengano lesi dalle disposizioni testamentarie e vogliano adire le vie giudiziarie, è meglio ricorrere alle forme del testamento pubblico, che ha dei costi maggiori ma dà la sicurezza che il testamento sarà ben fatto e verrà debitamente pubblicato. Per controllare che il privato o l’associazione che ricevono l’eredità la utilizzino secondo le indicazioni del testatore, si può inoltre nominare una persona fidata come esecutore testamentario, con il preciso compito di vigilare che le proprie volontà vengano rispettate.

Avvocato Michele Pezone