Fashion & more – Il foulard, “must have” di stagione

A cura di Nenella Impiglia Curzi, esperta di moda e costume, autrice dei volumi “La scarpetta nel piatto” e “Stoffa per la musica”

Il foulard, accessorio immancabile nel guardaroba femminile (e non solo), torna alla ribalta per la stagione primavera-estate 2019 in chiave contemporary, con una nuova rivisitazione di stile. La sua etimologia deriva dal termine provenzale “foulat”, da “foular”, follare: la tipica usanza contadina di pigiare l’uva. Un indumento, dunque, di uso pratico, utilizzato per ripararsi dal sole o dalle intemperie. Gli Anni ’60 hanno segnato un grande cambiamento riguardo al modo di indossarlo: non solo come copricapo, ma anche annodato al collo, legato alla vita, al polso, attorno a un cappello o come ornamento della borsa. Accessorio bon ton e chic, apprezzato da icone di stile come Grace Kelly, Brigitte Bardot,Jacqueline Kennedy, Catherine Deneuve e così importante per l’affascinante Audrey Hepburn da usarlo per il suo secondo matrimonio, al posto del velo, e scriverci il menu in occasione delle prime nozze. Intramontabile e versatile, il foulard è il passepartout capace di rendere sofisticato anche un outfit opaco e anonimo. Must della stagione primaverile ed estiva sono i cosiddetti “durags”, i fazzoletti annodati in testa, una specie di bandana diventata simbolo dei rapper americani tra gli Anni ’90 e i 2000. Utilizzato per tenere a bada le acconciature afro e non solo, era popolarissimo nell’America degli Anni ’20 e ’30 tra i dandy e tra gli esponenti dell’Harlem Renaissance.

Nenella Impiglia Curzi