L’arte della seduzione – Tradimenti virtuosi… nel virtuale

A cura di Elisabetta Fernandez, sociologa, sessuologa, dottore di ricerca in “Teoria e Ricerca sociale” (www.elisabettafernandez.it)

“Tradimento piace assai, traditor non piacque mai”. Così recita un proverbio che riesce in poche parole a spiegare tutte le contraddizioni insite nel tradire. Ebbene sì, l’argomento è scottante e sempre attuale. Ogni anno si pubblicano le classifiche dei popoli più infedeli e, ultimamente, gli italiani sono ai primi posti, superando perfino gli spagnoli dall’animo caliente.

Nella schiera dei traditori appaiono, ormai, anche i popoli del Nord Europa; forse sarà l’effetto del riscaldamento globale? Le temperature salgono e il caldo genera un’erotizzazione diffusa. In queste classifiche ad alta infedeltà sono entrate le donne che, in nome delle pari opportunità, diventano sempre più numerose di anno in anno. Un tempo, soltanto all’uomo erano concesse le cosiddette “scappatelle”, un modo edulcorato per definire il tradimento; le mogli, non di rado, fingevano di non sapere pur sapendo, preferivano un silenzio avvolto dal velo di un’avvilente ipocrisia. Atteggiamento tipico di un’epoca in cui l’uomo viveva la sua sessualità liberamente, ma se la donna avesse fatto altrettanto, sarebbe stata considerata immorale e definita con parole poco eleganti.

Adesso non è più così. Cresce il numero delle signore alla ricerca di una sessualità senza amore, lontana da ogni tipo di implicazione affettiva. Aumentano le regine incontrastatenel fast food del sesso, dove si fa tutto presto e subito, all’insegnadella piacevolezza del momento, anche se a volte c’è un lui ignaro a casa ad aspettarle, forse convinto di essere il solo e l’unico. Un lui che a sua volta, potrebbe aver tradito o accingersi a farlo. La formula “Giuro di esserti fedele” è solo una frase di rito che sta perdendo significato, ridotta a semplice modo di dire? Giurare vuol dire mantenere fede a un impegno; quindi non tradire, ovvero non ingannare una persona violando la sua fiducia. Le tentazioni, però, sono in agguato, è molto difficile vincerle e c’è chi non è interessato a una vittoria del genere. Di fronte a un momento di noia o di debolezza, oppure alla compulsione che spinge alla ricerca di qualcosa di altro, la fedeltà diventa un lusso di cui si può fare a meno, in quest’epoca in cui si diffonde anche il poliamore, ovvero la pratica di impegnarsi in molteplici relazioni sessuali con il consenso di tutte le persone coinvolte.

Il tradimento ha mille facce e tante sfumature, dal pensiero all’azione, passando magari per il web. In Rete si prospettano nuove conoscenze, ci si può incontrare, iniziare relazioni che a volte restano solo virtuali, appagando quella voglia di innocente trasgressione che, essendo virtuale, sembra sia quasi virtuosa. In fondo per molti non è un peccato comunicare con uno schermo. Non ci si sente infedeli, almeno fino a quando lo scambio è fatto di parole e di foto che potrebbero, addirittura, non essere quelle dei chattanti, nascosti dietro le immagini di altri. In questo modo ci si può abbandonare all’immaginazione, quasi vivendo in un mondo parallelo per poi affrontare la quotidianità con maggior entusiasmo, dopo una scorribanda nella vertiginosa artificialità del web.

Quando l’infedeltà è vissuta nel mondo reale, dove il tradimento è tangibile, la questione si complica. Ne vale la pena? C’è chi sostiene che sia energizzante e dopo si torni a vivere il rapporto arricchiti da una nuova esperienza; c’è chi ritiene, invece, che il tradimento sia l’anticamera del tramonto di una storia d’amore, che sia il segno che il rapporto si stia incrinando e rifugiarsi in altre braccia non possa essere la soluzione migliore. Considerando i diversi punti di vista è auspicabile che entrambi i partner abbiano le stesse idee sull’argomento, poiché un rapporto sano si deve fondare sulla reciprocità e vivere in coppia vuol dire guardare nella stessa direzione.

Elisabetta Fernandez