Quanto è stato difficile essere “la figlia della Dolce vita!”

La nota attrice e soprano si racconta senza filtri

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Di Sara Pastore

Foto di Alessandro Canestrelli (Reporters Associati & Archivi)

Mi hanno definita “la figlia della Dolce vita”. In effetti mia madre, l’attrice Aichè Nanà e mio padre, il regista e giornalista Sergio Pastore, si sono conosciuti proprio in quella famosa serata che si svolse a Roma nel lontano 5 novembre del 1958 nel locale “Rugantino” di Trastevere, dove mia madre divenne inconsapevole protagonista di uno scandalo di costume che oggi farebbe ridere, visto che a scandalizzare l’Italia bigotta dell’epoca bastarono due seni nudi.  Ma allora fu scandalo e iniziò il periodo definito “Dolce vita”.

Mia madre, di origine armena, figlia di una famiglia sopravvissuta al genocidio, era una diva nel Medio Oriente, aveva una sua casa di produzione ed era famosissima già da bambina. A 18 anni aveva prodotto diversi film e in Francia, dove era definita “Vedette du Cinema Turc”, aveva lavorato con le più grandi celebrità dell’epoca come Gilbert Becaud. Quella serata cambiò il suo destino, si vide annullare il progetto di un suo film con Vittorio De Sica, motivo per il quale si trovava a Roma e, pure se può sembrare strano, lo strascico di quella serata, anche dopo tanti anni, ha influito molto sulla mia vita personale e professionale.

Febbraio è il mio mese, sono nata il 6 nel pieno segno dell’Acquario, ottimista, ancora piena di sogni e di progetti da realizzare. Ho un cielo affollatissimo di gente che mi ama e mi protegge ma qui sulla Terra ci sono le mie amiche. L’amicizia per me è sacra e in questo sono stata fortunatissima; e poi c’è Ruby la mia magica gattina.

Ho cominciato a studiare pianoforte e poi chitarra. A 6 anni componevo le mie prime canzoncine, feci l’esame come compositrice alla Siae e, miracolosamente, lo passai nonostante una tremenda timidezza che mi paralizzava. Quindi mi sono diplomata al conservatorio come soprano lirico, sono stata premiata dal sovraintendente del Teatro dell’opera di Romae, quando non sono ingiro per tournée, insegno canto lirico e pop. Ho sempre alternato la mia attività di attrice a quella di cantante.

Il mio esordio cinematografico è stato in “Sophia Loren: her own story” di Mel Stuart; in seguito ho partecipato a vario titolo (attrice, collaborazione ai casting, consulenza musicale) a film diretti da Ettore Scola, Dino Risi, Dario Argento, Giuseppe Tornatore, Tonino Valerii, Cistina Comencini e Pasquale Pozzessere. È stato un grande onore essere stata scelta dal maestro Pupi Avati tra i protagonisti del film “Il cuore grande delle ragazze” e mi sono divertita anche molto a dare il mio volto e la mia voce alla bambola assassina in “La donna giusta’” di Brando De Sica.

Attualmente sono in scena in uno spettacolo tratto dall’autobiografia di mia madre e ho vinto un premio ai Sanremo Awards videoclip con il mio brano “Scandalo” sempre dedicato a mia madre, riconoscimento che ritirerò nella città dei fiori il prossimo 9 febbraio. Forse una piccola rivincita dopo che agli inizi della carriera mi sono vista sbattere la porta in faccia con la sola colpa di essere sua figlia.