Ischia, il castello Aragonese tra principi e pirati

Luogo imperdibile per chi visita la meravigliosa isola. Sono ammessi anche gli animali domestici

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Il castello Aragonese

Foto di Carla Pagliai

Ischia,la maggiore tra le isole dell’arcipelago del Golfo di Napoli, può essere vissuta in tutte le stagioni dell’anno. Mare, terme, siti storico-artistici, ottima cucina e grande cordialità dei suoi abitanti. Ischia ha tutto. Ma in molti, troppi, la conoscono solo per le terme e il mare. È imperdibile, invece, il castello Aragonese, simbolo di Ischia, che sorge su un isolotto di origine vulcanica alto 113 metri e collegato al versante orientale dell’isola di Ischia da un ponte in muratura di 220 metri. Il ponte fu costruito in legno da Alfonso d’Aragona e, successivamente, rifatto in muratura. Un tempo, prima della sua costruzione, si accedeva al castello mediante una scala esterna che dal mare portava direttamente al Maschio.

Al ponte in muratura si accede dall’antico borgo di Celsa, oggi noto come Ischia Ponte.  Il castello prese in origine il nome di castrum Gironis: secondo alcuni dal nome di Gerone da Siracusa (cui è attribuito il primo insediamento risalente al V secolo a.C.), secondo altri dal “giro di mura” fortificate che circondava l’isolotto.La sua forma attuale la si deve adAlfonso I d’Aragona (da cui deriva il nome) che trasformò nel XV secolo d.C. il preesistente Maschio angioino, costruì le poderose mura difensive, fece scavare nella roccia la galleria di accesso pedonale.Il castello può essere raggiunto attraverso una galleria scavata nella rocciaa colpi di scalpelloo tramite un ascensore ricavato all’interno della roccia che raggiunge i 60 metri di altezza.

La maestosa galleria, voluta da Alfonso d’Aragona nel 1441, era illuminata da lucernari che avevano anche funzione difensiva: consentivano di gettare sui nemici pietre e pece bollente. La galleria era protetta da robusti portoni in parte ancora funzionanti.

Nel 1809 la maggior parte delle strutture interne alle mura furono distrutte o gravemente danneggiate dai colpi di cannone della flotta anglo-borbonica. Un preesistente stabile fu adibito a carcere nel 1823 dai Borbone di Napoli. Nel 1851, insieme a criminali, furono rinchiusi prigionieri politici tra cui Poerio, Pironti, Nisco, Agresti e molti altri illustri personaggi del risorgimento italiano. All’interno del castello tutto è molto curato: dai meravigliosi giardini ai sentieri. Si nota subito per le grandi dimensioni la chiesa dell’Immacolata, la cui cupola domina il castello. Dalla terrazza antistante il panorama è mozzafiato.

Dal 1980 ospita mostre d’arte contemporanea oggi promosse e organizzate dall’associazione “Amici di Gabriele Mattera”. Tra queste, le esposizioni delle opere di Santomaso, Dix, Picasso, De Chirico, Bay, Grosz, Manzù, Morandi, De Pisis, Cremonini, Burri e Arcangelo ideate e realizzate da Gabriele Mattera e da sua moglie Karin nell’ambito delle “Manifestazioni del castello Aragonese d’Ischia”.

Quindi si visita il convento di S. Maria della Consolazione.Fondato nel 1575 da Beatrice Quadra, vedova d’Avalos, ospitava circa quaranta monache dell’ordine delle Clarisse, provenienti dall’eremo di S. Nicola sul monte Epomeo dove avevano fissato la loro prima dimora. Le monache, in gran parte figlie primogenite di famiglie nobili, erano destinate alla vita claustrale già in età infantile per lasciare l’eredità familiare al primo figlio maschio. Il convento fu soppresso nel 1810 con la legge di secolarizzazione emanata da Gioacchino Murat, Re di Napoli.Nel cimitero sotterraneo della chiesa si svolgeva un’usanza impressionante (e poco salutare): le novizie andavano a pregare e a meditare davanti ai corpi delle monache morte lasciati in decomposizione su seggioloni in muratura per farli essiccare. La carne si decomponeva lentamente, gli umori venivano raccolti in appositi vasi e infine gli scheletri essiccati ammucchiati nell’ossario. Questa pratica macabra trovava fondamento nella necessità di evidenziare al massimo l’inutilità del corpo in quanto semplice contenitore dello spirito; il rifiuto di una sepoltura individuale sottolineava ancora una volta questo convincimento. In un ambiente così malsano le monache contraevano spesso gravissime malattie, in alcuni casi mortali.

Di grande interesse i ruderi della cattedrale dell’Assuntacon importanti stucchi barocchi che celano le decorazioni del ‘300 emerse durante i lavori di restauro. L’edificio fu costruito dopo l’eruzione vulcanica dell’Arso del 1301 in sostituzione della distrutta cattedrale esistente sull’insula major già nel 1239; fu realizzata al di sopra di una preesistente cappella che ne divenne così l’attuale cripta. Massimo splendore conobbe negli anni del Rinascimento e, in particolare, il 27 dicembre 1509, quando ospitò le nozze di Vittoria Colonna e Ferrante d’Avalos, marchese di Pescara.

La cripta gentilizia dedicata a S. Pietro, si trova al di sotto della cattedrale dell’Assunta dalla quale è possibile accedervi attraverso una doppia rampa di scale. Costruita tra l’XI e il XII secolo, fu originariamente una cappella, tramutata poi in cripta in seguito alla costruzione della cattedrale soprastante. Presenta una serie di affreschi di grande pregio. Le pareti di ciascuna cappella gentilizia recano figure di santi e stemmi relativi alle famiglie nobili qui sepolte.

Attualmente è in atto un programma di approfonditi restauri degli affreschi per il recupero e la conservazione di queste preziose testimonianze pittoriche.  Di recente è stata svelata una piccola cappella sottoposta rispetto al piano di calpestio della cripta a lungo murata e utilizzata come fossa di sepoltura in tempo di pestilenza: la Cappella Calosirto presenta un pregevole “Uomo dei dolori” riferibile alla metà del Trecento e scene dell’infanzia del Cristo.

Nelle sere d’estate, la cattedrale ospita concerti di musica classica e contemporanea, rappresentazioni teatrali, letture di prosa e poesia e proiezioni cinematografiche nell’ambito dell’Ischia Film Festival.

Dal 1912 il castello è proprietà privata: l’ingresso è a pagamento. La famiglia Mattera, proprietaria, ne cura direttamente i restauri e la manutenzione grazie al costo del biglietto d’ingresso e alla gestione di tutte le attività presenti, rappresentando uno dei rarissimi esempi, in Italia, di monumento privato che si auto finanzia, senza necessità di ricorrere a contributi pubblici. La terza generazione della famiglia Mattera si prende oggi cura del castello garantendone l’apertura al pubblico 365 giorni all’anno, realizzando le necessarie opere di manutenzione e restauro e promuovendo eventi culturali che ne animano la vita.

L’opera più importante, oltre al restauro, è quella di tenere in vita il castello: la struttura non è una semplice mostra di reperti storici ma un essere vivente dal quale pulsa un’energia utile alla comprensione del passato e del futuro. Il castello oggi è animato da mostre d’arte antica e contemporanea, studiato da storici e ammirato da migliaia di turisti che lo visitano ogni anno. L’arte dialoga con il castello e lo mantiene vivo; dopo aver ricoperto tanti ruoli, il maniero riprende quello di interlocutore privilegiato di tutte le forme d’arte.

L’intuizione iniziale dell’avvocato Nicola Ernesto Mattera trova ancora oggi nei suoi eredi il pieno entusiasmo e la conferma della giustezza di un gesto che, apparentemente inspiegabile all’epoca, ha garantito la rinascita di un protagonista della storia dell’isola di Ischia e dell’intero Regno di Napoli.

Il castello è aperto tutto l’anno, tutti i giorni, dalle 9 fino al tramonto. All’interno si trovano un ristorante, due caffetterie e un bookshop. Un’altra dimostrazione di grande sensibilità e di civiltà della famiglia Mattera è che al castello si può entrare con i propri amici animali (loro non pagano nessun biglietto) senza così doverli lasciare soli nelle camere dell’hotel in cui si soggiorna. Per informazioni: 081 992834 – 342 9618566 (www.castelloaragoneseischia.com).

Dove soggiornare.

Uno storico hotel quattro stelle è il Parco Verde Terme (www.parcoverde.it– via M. Mazzella 43-45) con centro termale al suo interno e una Spa. È circondato da un parco pineta privato e da grandi spazi verdi. Ha una piscina coperta con acqua termale a 36°, uno spazio per la cromoterapia, idromassaggio, docce emozionali, grande piscina termale esterna con solarium attrezzato con lettini, ombrelloni e sdraio. Si trova a ridosso della piazzetta di Ischia e a pochi minuti a piedi dal corso Vittorio Colonna, la strada dello shopping, dei bar e dei locali notturni. A 800 metri c’è il lido di Ischia con spiagge attrezzate e libere. Ottimo il ristorante.