La preparazione atletica efficace – L’importanza della pesistica

A cura di Marco Travascio, esperto preparatore fisico, tecnico federale di pugilato, istruttore allenamento funzionale

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Marco Travascio con Nino Pizzolato

Questo mese parliamo dell’importanza della pesistica e di come stia contribuendo a far evolvere la maggior parte dei programmi sportivi.

Per illustrare questo argomento facciamo riferimento al nostro atleta azzurro Nino Pizzolato, appartenente al gruppo sportivo Fiamme oro-Polizia di stato.

Originario di Castelvetrano (Trapani), nato il 20 agosto del 1996, già all’età di 16 anni conquistava il bronzo agli Europei under 17. Nel 2014 si classifica terzo ai campionati del mondo juniores, nel 2015/2016 primo ai campionati Europei e secondo nella categoria juniores, nel 2017 terzo classificato ai campionati del mondo assoluti. Inoltre, vanta otto record italiani di cui cinque assoluti con relativo premio “Best Lifter”.

I suoi record ufficiali con 202 chili nello slancio e 162 chili di strappo. Un curriculum, quindi, che fa spavento. Questi risultati sono frutto di circa nove allenamenti settimanali, buona alimentazione, riposo adeguato e un grande talento. Nino in questa stagione avrà degli step rilevanti per le qualificazioni alle Olimpiadi di Tokyo 2020. A breve avrà un’importante gara internazionale in Cina, poi Europei e Mondiali. Lo stesso atleta, sorridendo mi confida: “Una volta qualificato, perché non puntare alla medaglia?”.

Il sollevamento pesi è sempre stato considerato disciplina di nicchia anche perché ha un’altissima difficoltà dovuta principalmente alla complessità tecnica che costringe l’atleta ad affinare abilità motorie che, in genere, in altre discipline, non vengono portate a così alti livelli.

Al contrario di ciò che si può pensare, il gesto tecnico non è cosciente, perché troppo veloce rispetto all’impulso che parte dal cervello e si dirama tramite il sistema nervoso ai vari distretti corporei. Pertanto, azioni deliberate conscio, sarebbero troppo lente.

L’avvento del crossfit ha avvicinato la pesistica alle masse ampliando gli obiettivi stessi di questo sport e diversificando la figura del sollevatore, non più solamente atleta, ma ora anche utente fitness che utilizza le alzate olimpiche per accrescere il suo stato di allenamento e benessere fisico. Un mix di forza, potenza, esplosività, capacità coordinative e dinamiche.

Laddove non vi sia una diretta attinenza della pesistica, con il gesto sportivo di una disciplina, per esempio i giochi di squadra, si evidenzia l’importanza degli esercizi in un programma di allenamento con sovraccarichi per lo sviluppo della forza generale.Gli esercizi principali sono lo strappo, lo slancio e lo squat che hanno alta affinità con gesti aciclici per le catene biocinetiche e per l’intervento neuromuscolare.

Buona l’attinenza con gli sport di situazione come judo e lotta per le catene biocinetiche. Esercizi come lo stacco trovano grande utilità anche nei gesti ciclici come gli sci e il pattinaggio.

Il programma di pesistica va considerato in relazione al coinvolgimento metabolico ed energetico: negli sport ciclici di tipo anaerobico alattacido, per esempio, si lavora con intensità 85-100%, mentre lavori di tipo lattacidi intensità 75-85%. Infine, per i lavori aerobici 40-65%.

Per contattare Marco Travascio: travascio.marco@tiscali.it, cellulare 339 6261489.