L’arte della seduzione – Fino all’ultimo respiro… ti amerò

A cura di Elisabetta Fernandez*, sociologa, sessuologa, dottore di ricerca in “Teoria e Ricerca sociale” (www.elisabettafernandez.it)

In Italia diminuisce il numero di coloro che credono di poter realizzare un sogno d’amore, condividendo con la persona amata l’intera esistenza e gioire nell’essere circondati da figli e nipoti, all’insegna di un sentimento che possa durare “finché morte non li separi”.

 Le promesse d’amore eterno, con molta frequenza, non vengono mantenute, “fragile e disperato” il sentimento amoroso finisce per diventare una realtà svaporante.

Che cosa si prospetta per la coppia, in questa società che, mirando alla massimizzazione della crescita economica, tende a sottovalutare gli spazi emozionali? Forse si spalanca la via a un mondo di singleper scelta o per circostanze, di ex mariti ed ex mogli delusi dalle loro esperienze e convinti che una bella solitudine sia migliore di un brutta compagnia.

In questa fragilità che pervade le relazioni, dove è finito quell’amore “faro sempre fisso che sovrasta la tempesta”? Passato l’iniziale entusiasmo della fase dell’innamoramento, frequentemente, con il passare del tempo si tende a una sorta di narcosi emozionale, come se gli slanci amorosi fossero anestetizzati e si finisce per vivere funambolicamente, in bilico tra insoddisfazione e frustrazione.

Si perdono le tracce di quel sentimento travolgente, “polivalente, accogliente, evocativo”, unità assoluta e infinita, gioco chimico di astuzia della natura che viene tristemente travolto dalla frenesia del vivere quotidiano. E non soltanto rischia di perdere centralità, ma di trovarsi relegato in spazi troppo stretti, per poi ridursi a semplice frammento, privo di importanza; a volte pensato perfino come un disagio, una limitazione, un potenziale ostacolo alla realizzazione di altri obbiettivi e le parole “amore” e “sempre” prendono le distanze l’una dall’altra.

Pensare che il passare degli anni contribuisca a scolorire le tinte accese della passione è avvilente, ma è possibile evitare che di quell’amore, che sembrava potesse resistere al logorio del tempo, non resti soltanto il triste rimpianto?

Non arrendersi al deterioramento non è facile, però, non è una missione impossibile. Se, come si suol dire, prevenire è meglio che curare, fin dall’inizio una coppia deve essere attenta ai “campanelli d’allarme”, ovvero, a quei segnali apparentemente insignificanti, ma che possono aiutare a capire come la situazione preoccupante potrebbe evolversi, segnali che è opportuno non sottovalutare.

Il poco dialogo, le parole vuote e i silenzi pieni di significati intraducibili, per esempio, fanno scivolare nella pigrizia comunicazionale che produce effetti devastanti. La buona comunicazione è il pilastro di ogni relazione. Presupposto essenziale è che sia chiara, costante e coinvolgente. Le tre “c”, fondamento di un buon approccio comunicazionale. È opportuno, inoltre, non dimenticare che si comunica anche attraverso il corpo; quindi un gesto, a volte, è più eloquente di una parola.

E se il corpo comunica una “sana” sessualità recuperata alla dimensione affettiva, non basata sull’ebbrezza dell’effimero, sicuramente può procurare uno stato di benessere profondo.

La sessualità sana contribuisce a rafforzare l’intimità necessaria per imparare a capire e a interpretare i cambiamenti legati al passare del tempo, in una fusione che non conduca all’annullamento di nessuno, anzi amplifichi le potenzialità di ognuno favorendo la crescita individuale, per un fondersi senza confondersi.

È importante conoscere e comprendere le modifiche legate al passare del tempo, quei cambiamenti che non devono essere un’involuzione, ma parte di un processo di costruzione e, comunque, mai di costrizione.

La coppia deve poter vivere in una stabilità non imposta dalle esigenze dell’apparenza, dalla convenienza, ma dipendente dall’impegno dei due, dalla capacità di seguire insieme un percorso, realizzare un comune progetto di vita e raggiungere nuovi traguardi, nell’ottica di quella parità da intendersi come uguaglianza nel rispetto della differenza.

È bene porsi, però, la domanda “è bello poter dire e sentirsi dire: ti amerò per sempre, fino all’ultimo respiro?”.

*Elisabetta Fernandez

Presidente dell’Istituto di Studi sulle Relazioni Sociali, ISTRES.

Docente in ambito universitario e aziendale. 

Tra le sue pubblicazioni:

La seduzione dell’inganno,  Narcissus, 2015
AppassionataMente Corpo, Gabrielli Editori, Verona, 2012.
ComunicAmando. Sesso e Sentimento dai vecchi tabù ai nuovi media. Franco Angeli, Milano, 2004.
L’apparenza dell’apparire.  Franco Angeli, Milano, 2001.
Sesso in Società. Guerini, Milano, 2001.
Arte, Sesso, Società. Per una lettura sociologica dell’erotismo nell’arte. Meltemi, Roma, 2000.

Per le vostre domande a Elisabetta Fernandez su sentimenti, stili di vita, sessualità, emozioni, erotismo, benessere socio-psico-fisico e relazioni sociali scrivere a redazione@mesepermese.it.

Le risposte saranno pubblicate sul mensile “Mese per Mese” e sul quotidiano online “Mesepermese.it”.