L’arte della seduzione – Sesso, amore e fantasia

A cura di Elisabetta Fernandez, sociologa, sessuologa, dottore di ricerca in “Teoria e Ricerca sociale” (www.elisabettafernandez.it)

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La monotonia è una ripetizione del sempre uguale ed è nociva, in particolare per la sessualità; senza qualche piacevole sorpresa da condividere, si rischia di cadere nelle trame vischiose della routine, di diventare preda di un immobilismo che conduce alla rassegnazione e di finire ingabbiati in un’avvilente apatia. Così, pian piano, sbiadiscono le tinte brillanti di un rapporto soddisfacente e il calo del desiderio, poco gradito ospite, arriva impietoso.

Che cosa fare per evitare che l’intorpidimento dei sensi prenda il sopravvento? Non è il caso di arrendersi. Qualche rimedio c’è per contrastare il logorio dell’abitudine, per non precipitare nell’abisso dell’apatia sessuale, in quello stato soporifero di assuefazione, che turba l’auspicabile “sana sessualità”, momento importante nella vita di coppia. Tra gli antidoti, uno si fa spazio con insistenza: la fantasia, meravigliosa facoltà della mente umana!

Fantasticare è un’attività che investe la vita psichica di tutti ed è una sorta di liberazione, uno sfogo, rappresenta una possibilità di dare spazio alle speranze, ai desideri, ai sogni ancora irrealizzati. Quando si parla di fantasie erotiche, però, il discorso si complica: non sono pochi coloro che le considerano l’indice di un fallimento nella vita sessuale, fino a ritenerle una forma di devianza; di contro, sull’altro versante, si schierano quelli per i quali è lecito, anzi, ritengono sia fondamentale liberare l’immaginazione per arricchire il rapporto.

Nonostante la difficoltà ad ammetterlo, sembrerebbero, comunque, in molti ad avere questo tipo di fantasie che variano in base all’identità di genere, all’orientamento sessuale, all’età. Inoltre, alcune sono più diffuse di altre. L’argomento è delicato, poiché coinvolge aspetti molto intimi, pertanto, c’è difficoltà a parlare di ciò che, già al solo pensiero, può destare imbarazzo. In effetti, è alquanto arduo confessare di essere eccitati immaginando che il proprio partner stia tra le braccia di altri, oppure sia stimolante l’idea di sostituirlo, tra le lenzuola, con un estraneo, o che si possa affacciare la tentazione di fare esperienze di gruppo, o si abbia l’esigenza di proiettarsi verso pratiche voyeuristichee perfino si sia propensi, più romanticamente, a sognare relazioni idilliache con sconosciuti.

Non è facile palare di un argomento in cui entrano in scena il pudore e la paura di essere mal giudicati. Come sempre, gioca un ruolo importante l’opinione altrui, di coloro che spesso sono pronti a stabilire le regole, anche in ambiti in cui non possono essere stabilite, purché ci si muova all’insegna del rispetto per gli altri e per se stessi. In una corresponsione di sentimento ed emozioni, le fantasie erotiche possono produrre un effetto corroborante, in particolar modo se condivise, rappresentando uno stimolo per spingersi verso un’intimità sempre più profonda, per alimentare il desiderio di raggiungere nuovi traguardi insieme. È bene, quindi, non tenerle nascoste al partner, temendo di creare fraintendimenti e situazioni di disagio destabilizzanti. Evitare di fantasticare è sbagliato, oltre che impossibile, si corre soltanto il rischio di generare un senso di frustrazione debilitante, poco salutare. Il sesso è costituito da tante componenti “intellettuali, fantasiose, romantiche, emotive. Questo è quel che gli conferisce la sua struttura sorprendente, le sue trasformazioni sottili, i suoi elementi afrodisiaci”, per dirla con Anaïs Nin, indimenticabile autrice di splendide pagine di letteratura erotica.

Il sesso potrebbe essere paragonato a una pietanza, si valorizza con un sano condimento, allora che si sbrigli la fantasia, alla ricerca della complicità, anche in quelle innocenti trasgressioni utili per accendere il desiderio e che sono di aiuto per vivere una sessualità che non sia un esercizio di stile o un dovere, oppure addirittura uno sfogo, “un’ossessione meccanicistica”, ma che invece, libera da pregiudizi e paure, all’unisono con i battiti del cuore, possa condurre all’estasi.

Elisabetta Fernandez