Amici per la pelle – Acne, come combatterla. Il sole è un falso amico

A cura della prof.ssa Caterina Dianzani, specialista in dermatologia e venereologia Università Campus Bio-Medico di Roma

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Caterina Dianzani

L’acne è una patologia infiammatoria cronico-recidivante del follicolo pilifero e delle ghiandole sebacee. Generalmente ha un esordio durante l’adolescenza e si protrae fino ai 25-30 anni, ma negli ultimi decenni l’epidemiologia si è modificata.È un problema assai diffuso poiché interessa l’83 per cento delle ragazze e il 95 per cento dei maschi.  L’esordio è spesso precoce, intorno ai 10 anni, con una durata prolungata nell’età adulta, specialmente nel sesso femminile. Sembra che stimoli ambientali, alimentari e stile di vita contribuiscano alla progressione della patologia.

Le fasi di evoluzione dell’acne sono tre e sono caratterizzate rispettivamente dalla presenza di comedoni (punti neri chiusi e aperti), di papule (elementi infiammati) e di pustole (lesioni infiammatorie sormontate da pus). Il comedone si sviluppa per ostruzione dello sbocco dei follicoli o pori della pelle da parte del sebo ed epitelio. Segue poi una fase infiammatoria con papule rosse dolenti che possono confluire e approfondirsi nel derma lasciando esiti cicatriziali.

Vista l’evolutività della patologia, che può dare anche risultati antiestetici permanenti e socialmente invalidanti specialmente nell’età dello sviluppo e non solo, sarà opportuno intervenire terapeuticamente quanto prima per bloccarne la progressione. Lo specialista dovrà seguire il paziente nel tempo modulando la terapia a seconda dei sintomi fino a che non sarà cessata.

Tra le cause che possono dar vita all’acne si trovano: la familiarità (se uno dei genitori o entrambi hanno sofferto di acne); lo stress (l’acne può aggravarsi in caso di situazioni stressanti); l’uso di cosmetici coprenti.

Esistono diversi tipi di acne:

  • L’iperseborrea, lo stadio iniziale di tutte le forme di acne. Sebo in eccesso, pelle lucida e comparsa di foruncoli.

  • L’acne ritenzionale, il sebo si accumula nei follicoli sebacei, comportando la formazione di comedoni aperti (punti neri) o chiusi (microcisti).

  • L’acne infiammatoria: proliferazione di batteri (Propionibacterium acnes) e rottura del follicolo nel derma; comparsa di un’infiammazione e di un foruncolo rosso (papula) che successivamente diventa purulento (pustola).

  • L’acne nodulocistica, dilatazione e infiammazione delle ghiandole sebacee che formano noduli suppurativi.

L’igiene della cute è fondamentale per evitare l’accumulo di impurità sulla pelle, ma non bisogna esagerare con la detersione che, se eccessivamente aggressiva, potrebbe determinare un aumento di produzione di sebo comportando un aggravamento del quadro clinico. I farmaci utilizzati possono essere trattamenti topici a base di creme seboregolatrici, cheratolitiche e leviganti, cioè che sciolgono e riducono il sebo e gli accumuli di cheratina nelle forme più lievi, o farmaci antibatterici, retinoidi più aggressivi da utilizzare nelle forme più severe. Esistono anche moltissimi prodotti a base di alfa-idrossiacidi, acido salicilico, acido mandelico ecc. che esercitano un’azione stimolante sulla sintesi di collagene e sulla regolarizzazione del turn over epiteliale, quindi efficace nella cicatrizzazione e nel miglioramento delle lesioni. Infine, il dermatologo può eseguire nel suo ambulatorio numerosi trattamenti (peeling), che hanno un’attività sia curativa durante la fase acuta poiché hanno un’azione batteriostatica, cicatrizzante e antisettica, sia un’azione di mantenimento e di cura delle cicatrici con graduale scomparsa nella fase cronica. Uno stile di vita sano, una dieta varia, ricca di frutta e verdura senza abuso di zuccheri, contribuirà al benessere della pelle acneica. Ricordiamo che anche l’uso dei cosmetici e dei trucchi deve essere molto selettivo, per evitare l’occlusione del follicolo al fine di far respirare la pelle. Si consiglia in misura preventiva l’utilizzo quotidiano, anche in inverno, dei solari. Infatti il sole è un falso amico, poiché in caso di fotoesposizione, le cicatrici acneiche recenti possono lasciare una macchia brunastra esteticamente sgradevole e persistente. È molto importante ricordare che il sole ha un effetto immunosoppressore sulla cute, cioè favorisce la progressione dell’infezione e in questo caso aggrava l’acne, esattamente l’opposto di quella che è la credenza comune. Il clima, inoltre, caldo favorisce la vasodilatazione e aggrava l’infiammazione.