I diritti degli animali

A cura dell’avvocato Michele Pezone (www.studiopezone.com)

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Egregio avvocato, è legale la vendita ambulante di animali vivi?

Anna Piersanti (Roma)

Non vi è una norma che vieti sul territorio nazionale la vendita ambulante di animali vivi, cosa che solitamente avviene   durante fiere, mostre e mercati. Tuttavia, alcuni Comuni hanno deciso di vietare la vendita ambulante di pesci, uccelli, tartarughe, criceti, cani, gatti, conigli, tenuto conto del fatto che questi animali sono costretti a subire spostamenti stressanti in contenitori spesso non idonei per spazio e temperatura, e i sindaci hanno poteri e responsabilità riguardanti la tutela della salute degli animali sul loro territorio.

La vendita di animali in questi casi è anche diseducativa per i bambini, che vedono queste creature trattate alla stregua di oggetti di cui ci si può anche disfare una volta esaurito l’entusiasmo iniziale, mentre andrebbe insegnato loro il rispetto per ogni essere vivente.

Generalmente i regolamenti comunali in relazione a questo tipo di attività richiedono comunque il rispetto delle norme sul benessere animale, la cui violazione può comportare l’applicabilità delle sanzioni penali introdotte dalla legge 189/2004 in caso di maltrattamento o di detenzione di animali con modalità incompatibili con le loro caratteristiche etologiche.

Gentile avvocato Pezone, un ufficio pubblico o un ospedale possono vietare l’accesso agli animali domestici?

Mario P. (Monterotondo – Roma)

Anche in questo caso, non vi sono normative uniformi sul territorio nazionale, per cui vi sono disposizioni restrittive o permissive a seconda della regione o del comune in cui ci troviamo. Anche il responsabile dell’ufficio pubblico può regolamentare l’accesso agli animali domestici in modo differenziato rispetto a un altro ufficio pubblico dello stesso comune. C’è da dire, però, che è sempre più consentita la presenza di animali domestici in questi uffici e addirittura diversi Comuni attualmente consentono agli stessi dipendenti di portare il proprio animale domestico in ufficio durante lo svolgimento dell’attività lavorativa, sempre ovviamente rispettando le norme di igiene e di buon senso considerata la presenza del pubblico. Parimenti, per quanto riguarda l’accesso agli ospedali, sono sempre di più le leggi regionali e i regolamenti delle aziende sanitarie locali che consentono ai degenti di ricevere la visita dei loro animali, i quali possono rappresentare anche un supporto al percorso di cura e guarigione, come riconoscono gli stessi medici, restando ferma la facoltà delle strutture sanitarie di individuare reparti o zone in cui vietare l’introduzione di animali oppure di richiedere particolari accertamenti clinico-diagnostici sugli animali stessi ai fini del loro accesso.

Avvocato Michele Pezone