Intervista al sindaco Alessandro Palombi – “Palombara deve rifiorire grazie all’attivazione dei servizi della Casa della salute”

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Di Manuel Moscatelli

Che cosa è cambiato dall’inizio del suo mandato, nel 2015, nel Comune da lei amministrato?

Stiamo tentando di rimettere in ordine le finanze del nostro Comune che erano a rischio di dissesto finanziario. Si sta tentando di imporre un modo per vivere positivamente la cosa pubblica poiché c’è stato un cambio generazionale nella politica del nostro comune. L’età media degli amministratori è di 40 anni, quindi si è molto ringiovanita e c’è un nuovo approccio di educazione sia fiscale sia finanziaria nelle spese dell’amministrazione.

Come descriverebbe Palombara Sabina?

Era definita “La perla della Sabina” e quella deve essere, deve rappresentare il faro di questo territorio ricchissimo e bellissimo che non ha eguali nel Lazio.

Palombara è un paese ricco di storia e di cultura. Penso al castello Savelli, al museo naturalistico e all’abbazia di San Giovanni in Argentella. Che cosa fa il Comune per valorizzare le testimonianze storico-artistiche del suo territorio?

È in corso di redazione un progetto per l’affidamento del castello Savelli all’esterno rispetto alla gestione dell’amministrazione comunale, perché abbiamo bisogno di rivolgerci anche all’aiuto dei privati per trovare quelle risorse che possano far sì che questa antica struttura venga gestita. Per quello che riguarda invece l’abbazia di San Giovanni in Argentella purtroppo non è di diretta gestione comunale, ma della curia ed è faticoso inserirla in un percorso culturale. Lavoreremo insieme alla curia per trovare il modo di collocarla in questo percorso: un’idea ce l’abbiamo e spero di riuscire a realizzarla nel più breve tempo possibile. Attraverso un’associazione di Guidonia vorremmo far sposare le attività sportive con la promozione del castello della Sabina. È un’iniziativa attualmente in fase embrionale ma avrà anche l’importante funzione di promuovere le nostre bellezze e, in particolare, il nostro castello che secondo me deve essere il centro intorno al quale deve ruotare l’economia culturale e turistica palombarese.

Come stimola i giovani a partecipare alla vita della comunità?

Faccio il sindaco, ma ho fatto anch’io vita giovanile e a 16 anni mi sono iscritto a un partito perché sentivo il bisogno di dover fare qualcosa per la mia comunità. Questo è un sentimento che in qualche maniera dovremmo cercare di impartire anche ai giovani d’oggi. Una soluzione al momento sarebbe quella di farli appassionare e innamorare del nostro territorio. Dobbiamo trovare il modo di farli emozionare quando vedono il castello Savelli, la bandiera tricolore che sventola sulla torre, quando frequentano il nostro parco. Quindi riuscire a trovare una modalità per far capire ai giovani che il posto nel quale vivono va tutelato.

C’è stato qualcosa o qualcuno che non le ha permesso ancora di realizzare tutto ciò che aveva in mente?

Lo scontro con le scarsissime risorse finanziarie.

Che cosa può fare l’amministrazione comunale per aiutare coloro che sono alla ricerca di un lavoro?

Stiamo tentando di fare una convenzione con una società di reclutamento per aprire uno sportello nel comune di Palombara Sabina facendo in modo che si possano incontrare domande e offerte di lavoro.

Come vede il futuro di Palombara Sabina?

Palombara deve rifiorire e potrà farlo attraverso l’attivazione dei servizi della Casa della salute perché vedere persone che tornano in paese anche per curarsi porta movimento intorno al nostro territorio e questo genera ricchezza. Lo sviluppo di Palombara Sabina deve muoversi intorno al turismo per far sì che anche i ragazzi che studiano nel nostro istituto alberghiero abbiano uno sbocco lavorativo qui.

Tra gli eventi più noti di Palombara c’è la sagra delle cerase. Quali novità per l’edizione del prossimo anno?

Per il prossimo anno immaginiamo di modificare la struttura della festa facendo la sfilata dei carri allegorici in notturna: è una possibilità a cui forse dovremmo desistere, a causa della circolare Gabrielli che pone limiti molto stringenti per le manifestazioni pubbliche. Ci dovremmo vedere a breve con il comitato organizzatore per capire come realizzarla. La sagra delle cerase è il punto d’orgoglio di Palombara; l’ipotesi di crearci un evento importante c’è, ma questa si scontra con le esigenze di carattere organizzativo e con le esigenze di tipo economico che vanno affrontate. Per questa manifestazione la contribuzione è rimasta inalterata e siamo riusciti a mettere in campo sempre le stesse risorse. Quello che non riusciamo a fare è trovare risorse esterne, ci sono gli sponsor che capiscono l’importanza e ci continuano ad aiutare, ma dagli enti sovracomunali vengono aiuti molto scarsi. La nostra è la sagra più antica d’Europa, abbiamo appena realizzato la novantesima edizione, ma se nella promozione delle tradizioni della Regione Lazio non viene tenuta in considerazione mi incuriosisce sapere che cosa debba essere tutelato.

Lei comunica molto con i suoi concittadini tramite i Social media. Le sono utili per capire le esigenze e gli umori della collettività?

Mi rendo conto che non si può prescindere dal mondo dei social network perché raggiunge una quantità indefinita di persone in pochissimo tempo, ma preferisco sempre il contatto reale. Quindi non sono molto social, ma mi sforzo di esserlo.

Quali sono gli obiettivi per i prossimi anni?

Quello di dare una serenità finanziaria a questo comune per poter poi fare una serie di programmazioni. Ciò che spero di realizzare durante questa amministrazione sono sostanzialmente due cose: la prima è l’esecuzione di un’isola ecologica di cui abbiamo già il finanziamento che ci consente di farla ma non di acquistare l’area per la quale abbiamo individuato come zona l’ex allevamento di selvaggina presente sulla via Stazzanese, dismessa da tempo e di proprietà della Regione Lazio. La seconda è un’attività sulla quale stiamo lavorando in maniera molto più forte con tutta l’amministrazione, ovvero quella dell’attivazione della Casa della salute per veder ripartire le attività che nell’ospedale di Palombara Sabina sono ferme da molti anni. Siamo a buon punto per far sì che venga data l’attuazione al protocollo per l’attivazione della Casa della salute all’interno dell’ospedale “Santissimo Salvatore”. È un protocollo del 2006 ma che ad oggi non vede realizzazione. Abbiamo la convinzione che si possano muovere dei passi in questo senso.