Amici per la pelle – Fotodanneggiamento: conoscerlo per prevenirlo

A cura della prof.ssa Caterina Dianzani, specialista in dermatologia e venereologia Università Campus Bio-Medico di Roma

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La luce del sole è la principale fonte di energia del nostro pianeta, ma l’esposizione eccessiva alla luce solare può anche essere fonte di danno per la nostra pelle.

I raggi solari sono costituiti da diversi componenti: luce infrarossa, visibile e ultravioletta. È stato dimostrato che i raggi ultravioletti di tipo B e A sono responsabili di molteplici danni sia sull’epidermide sia sul derma: il fotodanneggiamento. I raggi UVB sono la principale causa delle scottature solari, causano nell’immediato eritema e bruciore e, a lungo termine, danni che possono portare a mutazioni del DNA nelle nostre cellule cutanee. Anche i raggi UVA provocano danni indiretti al DNA e sono responsabili del fotoinvecchiamento. Il 5 per cento della radiazione UV che arriva sulla pelle è rappresentata dagli UVB: tali raggi vengono bloccati negli strati superficiali, ma hanno un elevato carico di energia che induce infiammazione, determinando eritema, scottatura, nonché un danno diretto alle cellule basali dell’epidermide. Il restante 95 per cento della radiazione UV è costituita invece dagli UVA, a bassa energia, ma in grado di penetrare in profondità, giungendo fino al derma dove inducono stress ossidativo con danni cellulari a strutture dermiche importanti come collagene ed elastina. Inoltre, questi raggi sono responsabili di fotoallergie, fotodermatiti, ma soprattutto del fenomeno di foto-immunosoppressione, con modulazione negativa (down-regulation) del sistema immunitario.

Infezioni cutanee e abbassamento del livello di sorveglianza sullo sviluppo di cellule tumorali ne sono le conseguenze più rilevanti. All’esposizione solare, infatti, sono correlate diverse tipologie di lesioni cutanee pre-cancerose (cheratosi attinica) e cancerose, quali il carcinoma basocellulare (BCC), il carcinoma spinocellulare (SCC), definiti NMSC cioè Non Melanoma Skin Cancer e il melanoma. L’incidenza di queste lesioni è in crescita a livello mondiale, anche se la diagnosi precoce e le diverse terapie possibili ne hanno ridotto la mortalità in modo significativo. La fotoprotezione topica e pertanto l’utilizzo di protettivi solari, è riconosciuta dalla classe medica come la principale strategia preventiva sia contro i danni acuti sia contro quelli a lungo termine.  In generale, dopo esposizioni ai raggi UV croniche o ripetute nel tempo, su tutte le aree esposte si manifestano delle alterazioni sia estetiche sia funzionali della nostra pelle. Gradualmente appaiono rughe diffuse, perdita di elasticità, macchie, dette lentigo solari, telangiectasie (dilatazioni di vasi sanguigni superficiali). La cute perderà luminosità e compattezza, fino ad avere un aspetto inspessito, colorito opaco e poco vitale. L’aspetto globale della cute sarà quindi meno bello e meno tonico con un’accelerazione del fisiologico processo di invecchiamento cutaneo.

Sarà perciò opportuno conoscere la nostra pelle, il nostro fototipo, le nostre debolezze e i mezzi per poter mettere in atto una strategia per difenderla dalle radiazioni solari. L’uso quotidiano di uno schermo solare elevato e ad ampio spettro ci mette a riparo da molte problematiche future, cosi come un atteggiamento adeguato durante l’esposizione al sole nei mesi estivi ma anche invernali. È opportuno mettere in atto una serie di provvedimenti al fine di prevenire e ridurre i danni cutanei indotti dalla fotoesposizione: usare un prodotto solare con filtro di protezione UVB e UVA; iniziare l’esposizione con un alto fattore di protezione molto elevato senza mai poi ridurlo; applicare una quantità adeguata di prodotto massaggiandolo su tutta la superfice corporea; usare prodotti resistenti all’acqua e ripetere l’applicazione dopo due ore e dopo ogni bagno o in caso di sudorazione profusa.

La fotoprotezione deve essere perseguita anche una volta che i danni si sono instaurati sia nei periodi primaverili che autunnali. L’utilizzo di un protettivo solare è fondamentale per la protezione di tutti gli individui e di ogni fascia d’età ed ha come obiettivo principale quello di minimizzare i danni derivanti dall’esposizione solare, consentendo tuttavia l’attivazione del sistema difensivo della melanogenesi. In passato l’attenzione protettiva si concentrava soprattutto sui raggi UVB, in quanto responsabili del danno acuto, tuttavia negli ultimi decenni è stato dimostrato un ruolo determinante anche per la porzione UVA. I prodotti solari offrono quindi una protezione ad ampio spettro, realizzata utilizzando filtri sia di tipo UVA che UVB. Secondo il meccanismo d’azione i filtri si distinguono in fisici (o minerali), che funzionano riflettendo la radiazione come specchi, e chimici (o organici), il cui meccanismo è assimilabile a quello di una “molla”, cioè assorbono l’energia della radiazione, passano ad uno stato eccitato e la riemettono sotto altre forme.

Nelle formulazioni si inseriscono due o più filtri, oltre a una serie di componenti che servono a garantire efficacia nello strato sottile, distribuzione omogenea, discreta permanenza sulla pelle, resistenza all’azione dilavante di acqua e sudore. Tutte proprietà a supporto dell’azione fotoprotettiva. Il fattore di protezione solare o SPF (Sunburn Protection Factor) esprime numericamente la capacità protettiva di un prodotto nei confronti dell’eritema solare e viene determinato sperimentalmente in-vivo secondo il metodo standard internazionale ISO 24444:2010. Poiché l’SPF misura il grado di protezione nei confronti degli UVB, è un elemento importante nella scelta del solare giusto per la propria pelle, ma non l’unico. In base alla raccomandazione della Commissione europea n. 2006/647/CE (22/09/2006) un protettivo solare dovrebbe contenere anche filtri selettivi UVA, in modo da ottenere una protezione nei confronti degli UVA pari ad almeno 1/3 di quella UVB. Un altro aspetto rilevante quando si utilizza un solare riguarda la quantità di prodotto che si applica sulla superficie corporea. Per facilitare l’applicazione della quantità adeguata esistono in commercio, in farmacia, solari dotati di appositi dosatori che garantiscano l’erogazione della quantità sufficiente di prodotto schermante, dato che un errore molto comune è quello di usare una quantità esigua e non adeguata di prodotto riducendo in misura notevole la capacità filtrante del solare. Per esempio, dimezzare il quantitativo di prodotto applicato può ridurre da due a tre volte la protezione offerta (la quantità stabilita dal metodo di determinazione dell’SPF, 2 mg/cm2, corrisponde a circa 36 g -cucchiaini da tè – per il corpo di un adulto). Scegliere e utilizzare i protettivi solari in modo informato e consapevole, a partire già dalle generazioni più giovani, rappresenta una difesa importante per tutelare la salute della pelle, sia presente sia futura. A livello internazionale, la dermatologia sta focalizzando molto la sua attenzione sulla divulgazione di questi concetti di prevenzione semplici, ma di grande importanza clinica, per la diminuzione dell’incidenza dei tumori cutanei.