Fashion & more – Il fascino dell’animalier

A cura di Nenella Impiglia Curzi, esperta di moda e costume, autrice dei volumi “La scarpetta nel piatto” e “Stoffa per la musica”

53
Nenella Impiglia Curzi

L’animalierè tra le tendenze moda più forti della stagione autunno-inverno 2018/19, un must have, protagonista indiscusso di tante collezioni. Un trend che si rifà agli Anni ’90, però non più in stile “femme fatale”, ma declinato in chiave urban, street style, da usare tutti i giorni.

Un tourbillon di stampe leopardate, tigrate, zebrate che la moda stessa considera un evergreen da riproporre ciclicamente, riletto e reinterpretato nelle varie stagioni. Uno stile audace e graffiante che va comunque “dosato” per non scadere nel volgare e kitsch. Il maculato, dunque, si veste di nuova luce e altrettante mise che lo rendono contemporaneo: fra il romantico, casual e citywear per un look da street style. Torna alla ribalta su mini e maxi dress, gonne, pantaloni, maglie, giacche, cappotti e accessori che si adattano ai look diversi: da classy e bon ton a quelli sportivi. Da sempre l’animalierè associato a un’idea di femminilità forte e aggressiva, da quando Christian Dior lo propose come stampa di uno dei suoi abiti new look e, in seguito, Yves Saint Laurent lo trasformò nella fantasia caratteristica del suo stile.

La stampa animalier era conosciuta nell’antica Grecia come “Zoote” e gli Egizi utilizzavano pelli di felini come simbolo di sacralità e vincolo con l’aldilà. In epoca greco-romana la riproduzione del manto delle fiere riconduceva al culto di Dioniso, associato alla lussuria e alla libidine. Nel ‘400 la Maddalena veniva spesso rappresentata iconograficamente con una pelliccia maculata, con riferimento ai suoi trascorsi peccaminosi. Durante il Rinascimento, l’animalierera associato all’esotico e al demoniaco. Nel ‘700 iniziarono le prime stampe su stoffa e seta che conferivano all’abbigliamento un tocco esotico. La stampa leopardo, sinonimo di classe ed eleganza negli Anni ’30-’40 fu subito apprezzata da grandi star come John Crawford, Rita Hayworth, Bette Davis, Josephine Baker (che passeggiava con un leopardo chiamato Chiquita). Nel 1953 Marylin indossò un manicotto e un mantello di pelliccia, nel film “Gli uomini preferiscono le bionde”; nel 1963 AudreyHepburn nel film “Sciarada” aveva un cappello maculato di Givenchy. Il vero exploit avvenne tra gli Anni ’70-’80, quando fu rivisitato in chiave glam-rock. Amato, odiato, sensuale, eccessivo o simbolo di bon ton è riuscito a conquistare icone di stile come Jacqueline Kennedy, contestatrici degli Anni ’70 fino a dive come Madonna e alle fashion icon odierne.