La parola all’urologo

A cura di Andrea Militello, urologo e andrologo (www.urologia-andrologia.net, www.andrologiamilitello.it)

Incontrare Igor Righetti e pensare di creare una rubrica andrologica e urologica nel suo magazine è stato un tutt’uno. Ringrazio quindi il direttore per l’accoglienza e mi presento a voi lettori.

Sono medico chirurgo specialista in urologia e andrologia. L’interesse per l’urologia è nata inizialmente per un desiderio di diventare un bravo chirurgo, ma nel tempo la passione per l’attività ambulatoriale e diagnostica ha preso il sopravvento spostando la mia attenzione anche sulla branca andrologica che, negli ultimi 20 anni, ha preso sempre più coscienza di se stessa sino a diventare una vera e propria specialità (è il corrispettivo maschile della ginecologia e fino a pochi anni fa era sconosciuta alla maggior parte di noi).

L’andrologo si occupa di tutte le problematiche della sfera sessuale maschile che possono abbracciare la disfunzione erettile, l’eiaculazione precoce, l’infertilità maschile. Perché sono qui con voi? Penso che Igor Righetti abbia intuito e apprezzato  la mia passione sincera per la materia e la ricerca e, nello stesso tempo, di essere utile alla persona e al paziente in una branca medica così delicata e ricca di aspetti psicologici ed emozionali.

Svolgo ormai negli ultimi tempi la professione maggiormente a regime privato, anche perché la branca andrologica richiede serenità e privacy che purtroppo spesso negli ospedali pubblici viene a mancare per motivi logistici e organizzativi, ma il disagio sociale ed economico, che devo dire purtroppo rilevo spesso nei giovani pazienti in fase anamnestica e nella prima chiacchierata conoscitiva che spesso può assumere anche un aspetto amichevole, mi ha indotto a proporre per i giovani al di sotto dei trent’anni delle tariffe dimezzate che permettano quindi al giovane di affrontare più serenamente l’impegno economico della visita privata.

Un altro mezzo in cui credo è la comunicazione on-line, telematica, che permette di continuare la visita anche dopo l’incontro fisico e apre vie di comunicazione un tempo non esistenti. Non nascondo che tale metodo di comunicazione impegna molto tempo e risorse ma permette sicuramente di dare un continuum alla visita eseguita, consente un primo contatto anche con persone e pazienti che non si conoscono e abbatte secondo me un muro di diffidenza e di distacco che purtroppo alcune volte si può creare tra medico e paziente. La rubrica affronterà varie tematiche urologiche e andrologiche. Siamo pronti a ricevere le vostre richieste e domande.