Fisco e imprese – La pubblicità? Quest’anno la paga lo Stato!

A cura di Francesco Reale, dottore commercialista, revisore legale, consulente Terzo settore, esperto in crisi di impresa e strategie di risanamento (www.centroserviziassociati.it)

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Francesco Reale

L’economia prevede quasi fisiologicamente dei “cicli”. Il nostro quotidiano, anzi, direi “la nostra pelle” ci ricorda che c’è stata una recente fase di crisi da cui il mondo è uscito cambiato, ha visto il declino di economie storiche e l’affermarsi di nuovi mercati. Il nostro Paese, in questo momento, sta vivendo una debole e incerta ripresa, della quale si stanno avvantaggiando in pochissimi. La pubblicità, lo sappiamo bene, è l’anima del commercio. In fase di crisi e ancor di più in un momento post-crisi le imprese devono fronteggiare le difficoltà mediante investimenti, e uno degli investimenti migliori è proprio quello in pubblicità.
Il legislatore ha previsto uno strumento formidabile per sostenere gli investimenti pubblicitari e, quindi, di conseguenza, le imprese: tramite il c.d. “credito d’imposta” lo Stato finanzia ogni tipo di spese promozionali.

CHI HA DIRITTO AL BONUS FISCALE?

Praticamente tutti. Sia i professionisti, sia le imprese di qualsiasi forma giuridica. L’ammontare del bonus cambia a seconda delle dimensioni dell’azienda, come vedremo più avanti.

PER QUALE TIPO DI PUBBLICITÀ?

Le agevolazioni sono previste per qualsiasi tipo di investimento: stampa periodica, emittenti televisive e radiofoniche e, per il solo 2017, sono ricompresi anche gli investimenti su periodici online.

IL MECCANISMO DI RICONOSCIMENTO?

Si tratta, come detto, di un “credito di imposta”. Nel senso che la fattura deve essere pagata, ma una robusta percentuale viene rimborsata dallo Stato sotto forma di “sconto” sulle imposte da pagare.

QUALE PERCENTUALE E COME VIENE CALCOLATA?

La percentuale del credito d’imposta va dal 75% per tutte le imprese fino al 90% (praticamente tutto!) per le imprese medie, piccole e micro, e le “start-up innovative”. Attenzione, però, perché oggetto del credito è solo L’INCREMENTO della spesa pubblicitaria rispetto all’anno precedente.

LIMITI?

Non ci sono limiti soggettivi al credito, tuttavia lo Stato ha calcolato uno stanziamento di 20 milioni di euro per lo scorso anno e di oltre 60 per quest’anno. Nel caso in cui venga “sforato” questo generoso limite, il credito verrà ridotto e ripartito in maniera uniforme fra gli aventi diritto.

COME SI ESERCITA QUESTA AGEVOLAZIONE?

I meccanismi precisi saranno oggetto di un decreto che stabilirà i casi di esclusione, le procedure di concessione del credito, la documentazione da fornire e il sistema dei controlli.

UN ESEMPIO?

La società XYZ ha speso 5.000€ di pubblicità nel 2017 e 15.000€ nel 2018. Sull’incremento di 10.000€ lo Stato riconosce da 7.500€ a 9.000€ di “sconto” sulle imposte da pagare. Quindi, se la società XYZ deve pagare, per esempio, 20.000€ di imposte, avrà un debito fiscale effettivo di soli 12.500€ o, se è una impresa piccola o nuova, di 11.000€.  Come si può vedere, si tratta di un beneficio davvero enorme che può rilanciare il mercato pubblicitario e quindi le aziende e i consumi.

CHE COSA FARE ADESSO?

Questa agevolazione, e questo breve articolo, direi che sono indirizzati in primis… ai gentili inserzionisti di “Mese per Mese”, poi a tutti i potenziali inserzionisti, infine agli altri…! Si scherza, ovviamente. Ma l’intento di chi scrive vuol essere, stavolta, non solo di informare ma anche di stimolare chiunque abbia voglia di incrementare i propri investimenti pubblicitari a fruire di un bonus veramente ottimo, talmente buono da suggerire una maggior spesa in promozione considerando che, alla fine, il differenziale di costo rispetto al periodo precedente viene di fatto pagato in percentuali minime, tra il 10% e il 25%.