Sergio Friscia, mattatore tra tv, radio e cinema

Il popolare showman racconta a “Mese per Mese” i suoi nuovi progetti

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Sergio Friscia

Un artista di razza. In trent’anni di carriera Sergio Friscia ha conquistato l’affetto e la simpatia di milioni di italiani che lo seguono in televisione, in radio o sul grande schermo.

Quarantasette anni compiuti da poco, trenta dei quali dedicati allo spettacolo. Tanti i successi legati alla televisione, alla radio, al cinema, alla fiction tv. Come ti senti dopo tanti anni di attività?

Sono contentissimo e sempre grato al mio pubblico che mi supporta e mi sopporta da una vita.  Siamo cresciuti insieme e, ora che ci conosciamo bene, la sintonia è totale. La differenza tra i tempi di ‘Macao’, quando scelto da Gianni Boncompagni per il debutto nazionale diedi vita a personaggi come il “signor Di Giovanni del settimo piano”, “Lollo il flesciato” e “Calogero d’Agrigento”, e oggi, è che mi ritrovo qualche capello bianco in più, ma la voglia di divertirmi e divertire è rimasta integra. Divido le mie giornate tra televisione, radio e cinema, ma cerco anche di dedicare tempo e attenzione alle persone che amo, agli amici, a qualche hobby, soprattutto con l’arrivo della bella stagione e il ritorno al mare.

 Un nuovo programma radiofonico e una nuova compagna di viaggio, Anna Pettinelli. A poco più di un mese dal debutto il vostro programma è già un successo…

“Ci divertiamo, il pubblico se ne accorge e ha sempre più voglia di stare con noi. Ogni mattina tutti insieme facciamo una grande festa che parte alle 9 e termina a mezzogiorno. Anna è la regina della radio in Italia, lavorare con lei è insieme un onore e una gioia. Basta guardarsi negli occhi e si scoppia a ridere, risate che non si fermano nemmeno quando va in onda la pubblicità. Siamo un po’ come il gatto e la volpe, una coppia veramente esplosiva.

Anna Pettinelli e Sergio Friscia

Dopo l’esperienza di “Tutti pazzi”, programma che mi ha fatto interagire con un pubblico meraviglioso, con quell’Italia che si sveglia e si muove verso il posto di lavoro o la scuola, sono contento di incontrare un pubblico diverso, ma che ha sempre tanta voglia di sorridere alla vita, con intelligenza e ironia. La nuova collocazione oraria rappresenta una sfida anche da un punto di vista professionale. Con Anna mi ritrovo a giocare nella fascia di punta, contro i programmi del mattino, i più popolari e, al tempo stesso, mi regala due ore di sonno in più, una vera e propria conquista.

Che cos’è per te la radio? 

È il mio primo amore, il palcoscenico che mi ha visto debuttare quasi trenta anni fa come speaker, deejay e attore.  Prima Radio Young e Radio Time a Palermo, quindi Kiss Kiss a Napoli e ora Rds, che è per me una vera famiglia.  Gli editori, Eduardo e Alessandro Montefusco, mi hanno accolto a braccia aperte invitandomi a essere me stesso, a portare allegria a un pubblico che cresce sempre di più.

Ti definisci un artista poliedrico, specificando però che non si tratta di una malattia. Che cos’è allora?

Amo cambiare e mettermi continuamente in discussione, con l’obiettivo di rinnovarmi, di dare al pubblico emozioni sempre nuove. E così a “Striscia la notizia” divento Beppe Grillo, a “Mezzogiorno in famiglia” canto, conduco e gioco con i concorrenti e. ogni volta che mi si propone un copione interessante, vado con immensa gioia sul set. Nelle scorse settimane ho girato un film a Gallipoli, con l’amico Fabrizio Maria Cortese, regista di talento: una pellicola molto divertente nella quale ho recitato con colleghi che amo e stimo come Antonio Catania, Ivano Marescotti e Marco Mazzocca.

Quali sono i ruoli che prediligi?

Sono un attore e penso sia profondamente sbagliato attribuire etichette, siano esse di comico, di attore drammatico o caratterista.

Sergio Friscia

Amo interpretare ruoli forti di qualsiasi tipo, anche se devo ammettere che mi diverte molto fare quelli da cattivo, come il boss o il killer, e apparire sullo schermo in modo totalmente diverso da ciò che sono nella vita.

A questo punto è scontato, ma dovuto, chiederti chi è Sergio Friscia nella quotidianità?

Sono un uomo che ama la natura, il mare. Sono istruttore subacqueo e appena posso mi tuffo, mi immergo per scoprire mondi silenziosi e bellissimi. I fondali delle Egadi, così come quelli di altre splendide località del Mediterraneo, sono un po’ il mio habitat naturale. Mi piace trovarmi faccia a faccia con curiosissimi pesci e andare alla ricerca di relitti sommersi.

Sergio Friscia a “Mezzogiorno in famiglia”

Quando sono con i piedi per terra e mi ritrovo qualche ora libera, incontro gli amici di sempre, capita che prepari per loro un piatto sfizioso o una semplice spaghettata, perché il cibo è un elemento che aiuta a stare bene insieme. La domenica pomeriggio, al ritorno da “Mezzogiorno in famiglia” c’è anche spazio per un po’ di divano, per la Formula 1 o le gare di moto in tv.

Sei siciliano. Che legame hai con la tua terra?

La Sicilia mi manca sempre di più, ci torno ogni volta che il lavoro me lo consente, anche solo per pochi giorni, per una serata a Mondello, per un’arancina, una granita. Sono certo di volere invecchiare nella mia terra, davanti al mio mare meraviglioso e senza lo stress tipico di una grande città come Roma, nella quale, nonostante siano trascorsi vent’anni, continuo a sentirmi ospite.

Hai un sogno nel cassetto?

Quando mi capita di prendere in mano il mio curriculum mi sorprendo io stesso per le tante cose fatte in questi trent’anni di carriera, esperienze nelle quali ho sempre dato il massimo, senza mai risparmiarmi. In “Un girovita da mediano”, libro edito da Rai Eri, che è un po’ il diario della mia vita, dico grazie per questa splendida avventura che spero mi riservi ancora tante emozioni. Il sogno? Certo che c’è. Penso a uno spettacolo televisivo nel quale potere cantare, recitare, intrattenere, uno show nelle mie corde, con tanta musica e sane risate.

Come sarà la tua estate?

Continuerò con Rds e con “Striscia la notizia”fino alla fine di luglio, poi le vacanze, interrotte da qualche serata nella mia terra. Incontrare il mio pubblico, a teatro come in un’arena estiva, non è mai stato un lavoro, ma la gioia più grande.