Roma groviera e la figuraccia al Giro d’Italia

Prima la protesta dei corridori per le condizioni dell’asfalto, quindi la riduzione della tappa

Buca dopo buca, con un finale più simile a uno slalom gigante che non al taglio del traguardo di una competizione ciclistica, il Giro d’Italia è giunto al termine con la vittoria del britannico Froome, trentatreenne capitano del Team Sky. Una festa per il ciclismo, ma goduta solo a metà. 

L’ultima tappa di una delle gare più famose e amate al mondo, seguita da un pubblico televisivo di milioni di persone, è stata neutralizzata al termine del terzo giro con tempi congelati a sette giri dalla fine. Le pessime condizioni delle strade hanno obbligato la direzione a ridurre il rischio di possibili incidenti.  

Poco dopo la conclusione del Giro, e le proteste e i timori a gran voce dei corridori, ecco fioccare le polemiche. Mentre l’amministrazione capitolina si trincera dietro alla frase “il percorso è stato scelto dagli organizzatori”,  l’opposizione, dal Pd alla Lega, lancia strali contro Virginia Raggi.  

Responsabilità a parte, quel che è certo, è che Roma ha fatto una pessima figura agli occhi dei team, dei campioni e dei tifosi, il tutto in mondovisione. Davvero un ottimo risultato…