I diritti degli animali – L’accesso al supermercato

L’accesso degli animali da compagnia, in particolare dei cani, nei luoghi pubblici o aperti al pubblico è stato spesso oggetto di contestazioni a causa di normative poco chiare e non uniformi sul territorio nazionale. Negli ultimi mesi, l’attenzione si è concentrata sull’ingresso degli animali nei supermercati, per il possibile rischio di contaminazione degli alimenti esposti. È bene chiarire subito che, in base a quanto previsto dal Regolamento CE n. 852/2004, è vietato l’ingresso di animali solo nei luoghi dove si preparano, manipolano, trattano e si conservano gli alimenti, come le cucine. Negli altri luoghi non vi è un divieto assoluto di accesso, ma i Comuni possono stabilire autonomamente, con un proprio regolamento, di vietare la presenza di animali domestici all’interno di locali dove sono comunque presenti degli alimenti.

A causa di questa regolamentazione non uniforme, la Regione Lombardia, lo scorso anno, aveva chiesto delucidazioni al Ministero della Salute sulle corrette modalità di accesso degli animali negli esercizi di vendita al dettaglio di alimenti, ed il Ministero, con la nota n. 11359 del 27.03.2017, aveva affermato che, in virtù del predetto regolamento europeo, l’accesso degli animali domestici non era ammesso (a eccezione dei cani guida per non vedenti e dei cani usati dalle forze dell’ordine), pur essendo possibile l’individuazione, all’interno dei predetti esercizi commerciali, di locali finalizzati all’accoglienza degli animali.

Subito dopo l’emanazione della predetta nota, alcuni operatori della grande distribuzione del Veneto avevano deciso di vietare l’accesso degli animali domestici nelle corsie di vendita dei supermercati, suscitando le proteste delle associazioni animaliste. Pertanto, il Ministero della Salute, con la successiva nota n. 23712 del 7.06.2017, ha chiarito che l’operatore del settore alimentare può vietare l’accesso degli animali “solo qualora non possa gestire in altro modo il rischio di contaminazione”. Insomma, per essere in linea con il Regolamento CE 852/2004 ed evitare il rischio di contaminazione degli alimenti, è sufficiente che l’operatore commerciale individui “quali siano le potenziali condizioni in cui si può verificare contaminazione degli alimenti da parte degli animali presenti nei locali” e adotti tutti gli accorgimenti opportuni (ad esempio, collocando gli espositori ad altezza d’uomo o imponendo l’uso di carrelli per trasportare gli animali durante la spesa).

Solo nel caso in cui non sia proprio possibile evitare il contatto con gli alimenti, si dovrà prevedere il divieto d’accesso per gli animali da compagnia. Basta solo un poco di buon senso per poter fare la spesa con i propri animali al seguito, tenuto conto del fatto che non risulta alcun caso di zoonosi trasmessa per la presenza di animali nei supermercati.

*L’avvocato Michele Pezone ha conseguito la laurea in giurisprudenza nel 1997

discutendo una tesi dal titolo “Il diritto degli animali”.Svolge la professione di avvocato ed è responsabile nazionale diritti animali della Lega nazionale per la difesa del cane. Ha scritto numerosi articoli e saggi su argomenti attinenti la tutela dell’ambiente e degli animali. Ha collaborato con il programma televisivo Cronache animali (Rai2).